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Sono una mamma e spesso perdo la pazienza

Con mio figlio spesso perdo la pazienza. Perdo la pazienza quando i suoi capricci diventano esasperati e esasperanti, ma anche quando, semplicemente, la mattina scendo dal letto con il piede sbagliato. Quando sono nervosa, quando ho qualche problema al lavoro o quando sono in piena fase premestruale. In linea di massima con Pit cerco di non alzare la voce, di spiegargli le cose con calma, di contare fino a dieci, respirare profondamente, di argomentare cento e più volte il perché dei miei no. Se sbaglio e alzo troppo la voce, poi lo abbraccio e chiedo scusa. In linea di massima.

Poi capita che io perda la pazienza, che urli come un’isterica, che, raramente, lo sculacci salvo poi sentirmi una vera merda.

Dicono che i i figli abbiano bisogno di mettere alla prova i genitori per rassicurarsi sul loro amore, sulla loro stabilità. Il problema è che molto spesso questo testa a testa diventa estenuante e pur spiegando, motivando, argomentando, lui sembra sempre fregarsene. Non mi piace cedere agli scatti di rabbia, non fa parte del mio carattere, eppure un bambino di tre anni riesce con maestria a sfilacciare tutte le tue convinzioni in materia di educazione.

I capricci dei bambini sono vere e proprie rotture di scatole, mi perdonerà chi sostiene (magari anche con cognizione di causa, eh) che sono solo un’espressione del disagio, di un bisogno, di una mancanza. Per me, spesso, è solo una precisa volontà di attirare la mia attenzione. E di rompere i maroni.

Però, per carità, i figli vanno ascoltati, stimolati, capiti e io mi impegno, trattengo le urla, mi lego le mani perché so che non posso educarlo alla non violenza se io, per prima, lo sculaccio, cerco di non cedere alla tentazione di sfogare gli affari miei con lui perché, diciamocelo, lo sappiamo bene che le urla a millemima decibel servono più a noi che a loro.

Non nego, però, di essere in accordo con chi dice che qualche rara sculacciata quando si è già provata ogni altra via per farsi ascoltare, ma soprattutto quando il bambino fa qualcosa di molto brutto o pericoloso per se stesso, possa far bene.

Diciamo che cerco di centellinarle, mentre ho adottato la pratica della punizione/riflessione. In pratica quando Pit sbaglia o fa qualcosa che non dovrebbe fare, lo faccio sedere su una sedia dedicato solo a questo scopo, in cucina, in cui lui sta il tempo necessario per calmarsi da una crisi e per capire qual è il problema. Cerco di disapprovare le proteste esasperate finché non decide di esprimerle in modo accettabile e sembra, minimamente funzionare. Di certo, credo che l’unica cosa che davvero funzioni nell’educare un bambino sia quella di proporgli un modello da imitare. Per questo, l’altro giorno, dopo avergli urlato in faccia, mi sono messa in punizione insieme a lui: ognuno ha riflettuto (o almeno ha dato l’impressione di) su quello che aveva combinato e poi ci siamo abbracciati e abbiamo fatto pace promettendoci di non farlo mai più. Fino alla prossima volta.

La verità, è che per educare un figlio in maniera sana ci vuole tempo a disposizione e tanta dedizione e, di certo, la via più veloce non è mai quella  più appropriata. Ci vuole impegno, intelligenza, nervi saldi. Poi, magari, i risultati arrivano pure.

Però volete mettere il potere liberatorio di una sgridata con i fiocchi?

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10 Commenti

  • Rispondi Nia 3 Luglio 2016 alle 20:17

    Niente da aggiungere. Ti rubo l’idea della punizione assieme, tante volte la merito più io di lui

  • Rispondi kikka 4 Luglio 2016 alle 9:35

    domenica; io otite bilaterale preciclo in agguato e quindi puoi ben capire ieri quanto fossi serena e tranquilla…. ti dico sinceramente che ieri l’avrei appeso ad un palo…. io poco tollerante lui particolarmente bisognoso di attezioni era un continuo mamma mamma mammina mi fai questo? mi dai questo? fa caldo? ho sete ‘ e questo no e questo no……
    ahhhhhhhhhhhhhhh
    avrei voleto urlare…. ma nn l ho fatto ….
    gli ho spiegato che a casa nostra abbiamo una bellissima scatola di vetro trasparente all’interno della quale ci sn le attenzioni per tutti noi 5 (io mour matti e i ns due mici)
    qs attenzioni vanno date e vanne ricevute ….. di solito lui è il primo della lista, perchè + piccino e perchè deve capire ancora bene bene come funziona….ma ieri ecco ieri toccava a mamma
    mamma aveva bisogno di calma coccole e attenzioni serene…..
    ecco pare abbia funzionato…. dopo mille discussioni ovviamente, ma alla fine ha funzionato….
    si è sdraiato sul divano mi ha guardato e mi ha detto
    mammina scusa hai bisogno di qualcosa?
    e io cuore grande
    ma la cosa + carina è che qs notte è venuto nel lettone
    mi ha abbracciata e mi ha detto scusami mammina scusami tanto…..
    ecco mi sono nascosta per nn fargli vedere le lacrime….
    è difficile
    hai ragione tu
    hai ragione su tutto
    ci vuole tempo e dedizione….
    e noi facciamo davvero i salti mortali carpiati per riuscire a far quadrare tutto….
    siamo superpessimemamme

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 4 Luglio 2016 alle 21:34

      La domenica è difficile, difficilissima, il caldo poi non aiuta. Dai, ce la faremo 🙂

  • Rispondi Chiara 4 Luglio 2016 alle 15:18

    Ciao!
    sono capitata sul tuo blog per caso e l’ho trovato molto divertente! Sono mamma di un dueenne che mi fa disperare e le sgridate sono ormai all’ordine del giorno. Poveri noi!
    Posso chiederti dove hai acquistato gli stampi per fare i meravigliosi biscotti in foto? mio figlio li adorerebbe!
    Grazie, ciao!

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 4 Luglio 2016 alle 21:33

      Ciaoooo, la foto non è la mia, è una foto free, per gli stampini li trovi su Amazon, ne trovi davvero tanti!

  • Rispondi Martina 5 Luglio 2016 alle 10:43

    che forte, ti sei messa in punizione anche tu!! 🙂 🙂 🙂 hahaha!
    è una bella cosa, un bel esempio che hai dato a tuo figlio… Questo serve per fargli capire che tutti sbagliamo, l’importante è capirlo e cercare di riparare. Penso che alla lunga questo metodo ti porterà buoni risultati!!
    Io penso e spero di riuscire a fare altrettanto quando arriverà il mio turno… Già dovrò affrontare a breve i terrible two e ho un po’ di ansia! 😉
    Comunque mi ricordo che quando avevo il bimbo piccolo piccolo che soffriva come un cane per le coliche… Quando si calmava gli chiedevo scusa per non aver capito abbastanza in fretta quello di cui aveva bisogno o per non poter fare di più per farlo stare meglio… Lui stava lì, occhioni aperti abbracciato a me e ascoltava… E secondo me “capiva”, percepiva il senso di quello che gli stavo dicendo. Mah, non lo saprò mai con certezza ma voglio credere che con la comunicazione si possa istaurare un rapporto quanto più sincero e autentico e gettare le basi per l’educazione che sarà.

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 5 Luglio 2016 alle 14:16

      è dura ma ci si prova. sembrava aver capito, almeno al momento 😉

  • Rispondi Nadia 7 Luglio 2016 alle 15:01

    Sono in piena fase:non ce la faccio più ‘!!!!Ho esaurito la pazienza, non riesco più a stare dietro alle sue richieste e capricci, ai suoi no. Attendo l’arrivo del marito domani x eclissarmi e dei nonni x iniziare le mie vacanze!mi sento assolutamente una pessima madre

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