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vita di coppia

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Lègami

I legàmi mi spaventano. Per tanto tempo sono fuggita, tra una storia-disastro e l’altra, abbassando gli occhi e dichiarandomi, ad alta voce, non impegnataContinua a Leggere

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Tanto poi ritorna

Oltre ai motivi per cui un giorno il Coinquilino mi lascerà, ho trovato alcuni motivi per cui, sono sicura, poi tornerà da me.

La pasta al pomodoro. Fatta con i pomodori freschi tagliati con una perfezione maniacale, una cipolla (quasi) intera e un pizzico di… sì, sicuro che svelo il mio segreto in cucina. Anche perché è l’unico che ho.

La moka. Che io preparo ogni sera. In modo da lasciare a Lui solo la fatica di accendere il gas. Ad essere sincera Lui non ha ancora capito fino in fondo la profondità di questo gesto e continua a guardarmi in modo strano ogni volta che lo faccio. E a darmi della maniaca del controllo. Ma alla lunga apprezzerà, ne sono certa.

Le chiavi. E il cellulare. E il portafoglio. Che ogni volta che usciamo lui dimentica e che io, puntualmente, gli ricordo di prendere.

Il disordine che regna in casa. E del quale sono per tre quarti la fautrice. Motivo per cui non potrò mai rinfacciargli il fatto di essere disordinato.

Gli spoiler. Essendo una compulsiva del sapere (detta anche cazzina, dalle mie parti) e avendo la smania di conoscere tutto, io delle serie tv, libri, film che non posso vedere, leggo le trame. E chi sta con me ha anticipazioni sempre fresche. Ora, la storia che ogni sera a metà puntata di Breaking Bad io dica, parlando fra me e me, come finirà, non la sta prendendo molto bene ma anche in questo caso so che, alla lunga, apprezzerà.

Le critiche feroci. Sui suoi lavori. Che lo spingono a fare meglio. Dopo un paio di giorni duranti i quali fa l’offeso.

La grappa barricata. Mi dimenticherò pure di comprare la carta igienica ma qualcosina da bere di buono, così per digerire, o per scaldarsi d’inverno, a casa la troverà sempre.

L’idiozia. Che mi fa ridere ogni volta che ripropone il suo famoso sketch della t-shirt lanciata in aria che si dovrebbe infilare da sola. E che lo fa sentire un cabarettista nato.

 

E nel frattempo ho pure smesso di mettere i calzini di lana per dormire. Sì, d’inverno.

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Nove motivi per cui un giorno Lui mi lascerà

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Le patatine. Lui odia il mio modo di mangiare le patatina dal sacchetto, con voracità, facendo panini di dieci patatine alla volta, lasciando cadere briciole ovunque e ungendo qualsiasi cosa. Io, da parte mia, non ci posso fare niente, un pacchetto di patatine mi annebbia la vista e, a dirla tutta, chi le mangia una ad una, delicatamente, mi innervosisce anche un po’.

I barattolini di omogeneizzato vuoti. Che puntualmente lascio in terrazzo impilandoli in pericolosissime torri traballanti. E che puntualmente cadono quando in terrazzo ci va Lui. La busta per raccogliere il vetro è a due passi, lo so, ma io vado sempre di corsa.

La carta igienica. No che non la reputi una cosa importante da avere in casa ma io, quando finisce, mi dimentico di ricomprarla. E inizio la migrazione in bagno di: tovaglioli, rotolo di scottex e fazzoletti di vario genere. Per Lui non avere la carta igienica pronta ad aspettarlo in bagno è una vera e propria tragedia. A me fa tanto studentessa universitaria.

Il dentifricio. Spremo il tubetto a metà. Ogni volta giuro di non farlo più ma poi ci ricasco sempre. E lo faccio anche con quello della maionese. Ora che ho fatto outing Lui sarà contento.

La porta del bagno. Aperta. Ma abitiamo in 45 mq, tenere le porte aperte dà l’illusione di vivere in uno spazio più ampio.

Ma tu mi ami? Frase che gli ripeto cento volte al giorno. Senza motivo. Invece del buongiorno mi esce fuori questa roba qua. Io lo so che la colpa è del bisogno di certezze che ho da quando mio papà, a sei mesi, mi ha dimenticata al bar con i suoi amici, è Lui che non capisce che sono una ragazza traumatizzata.

I calzini. E la maglia del pigiama infilata dentro ai pantaloni, combinati con tutone improbabile che mia nonna al confronto sembra Dita von Teese.

Il rimandare qualsiasi cosa. Trovo quasi virtuoso procrastinare a poi cose che non mi va di fare ora. Una specie di arte, insomma. Tipo: “C’è da buttare la spazzatura“. “No, no, è inutile fare un viaggio per un sacchetto solo. Aspettiamo di riempire questo, così domani li buttiamo insieme“. La scena si ripeterà tutti i giorni per una settimana almeno.

Faccio io. Questa è la tipica frase che ripeto ogni volta che il Coinquilino si alza per: avvicinarsi ai fornelli/cambiare il Nano/uscire a fare la spesa/prendere la scopa in mano/apparecchiare/sparecchiare/addormentare il Nano/riempire la lavastoviglie/svuotare la lavastoviglie. Per poi lamentarmi perché: “In casa faccio tutto io“.

(Il decimo punto è invece il motivo per cui sarà Lui a restare single)

Le notti. Che da nove mesi passo a sentire Lui russare mentre io cerco di riaddormentare il Nano.

 

P.S. Non è che per caso conoscete gruppi di ascolto per spremitori di tubetti compulsivi?

 

Grazie ancora una volta alla bravissima Sabrina Ferrero di Burabacio per la bellissima illustrazione!