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O che bellu cafè

La mattina io mi sveglio prima degli altri abitanti della casa.

Sgattaiolo in cucina cercando di non svegliare il nano spiaggiato nel nostro letto, accendo lo scalda biberon, in punta di piedi entro in bagno, mi lavo e mi trucco. Torno in cucina e metto su il caffè. Continua a Leggere

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Nove cose che ho imparato sui bambini (e sul come farsene una ragione)

Esiste tutta una serie di leggi non scritte alla quale, tacitamente, quando si diventa mamma si decide (sappiatelo, lo state decidendo) di sottostare.

Queste, chiamiamole situazioni, non si possono prevenire, né aggirare.

L’unica soluzione è quella di  rassegnarsi, più o meno serenamente, al fatto che:

– influenze, virus intestinali, raffreddori e polmoniti arriveranno sempre alla vigilia del weekend. O delle feste comandate;

– tuo figlio deciderà di espletare i suoi bisogni quando siete, ormai, pronti per uscire. E se siete in forte ritardo lui si sentirà ancor più in diritto di compensare la passata stitichezza settimanale;

– il piccolo di casa diventerà insonne e molesto di colpo non appena tu avrai finito di decantare a tua mamma le sette ore di sonno filate che ti ha concesso;

– le prese per la corrente sono un’attrattiva impagabile per i vostri figli. Non appena girerete lo sguardo loro saranno già con un ditino (quasi) dentro;

– in generale tutto quello che è pericoloso e poco a misura di bebè costituirà un richiamo molto forte per ogni piccolo abitante delle vostre case;

– se tuo figlio tra le mura di casa si esprime in tutta la sua buffoneria tra saluti, versi degli animali e bacetti dati anche a Paolo Bonolis in tv, state certe che si guarderà bene dal riproporre tal repertorio quando sarete in compagnia. Se per caso, poi, decidete di introdurre le prodezze decantando la simpatia del piccolo, allora di sicuro lui cadrà in un assoluto mutismo ;

– se vi cade qualcosa dalla borsa, dalla mensola o dal cassetto, più l’oggetto è piccolo e appuntito prima tuo figlio se lo infilerà in bocca;

– se decidete di portarlo in situazioni particolarmente silenziose ed intime, state pur sicuro che a rompere il silenzio ci penserà lui. Con un gran scoreggia;

– se, invece, state cercando di darvi un tono perché sapete di essere osservate da quella stronza, bionda e magra, vecchia conoscenza dell’università vostro figlio non mancherà di tirar fuori un repertorio di pianti, urla, capricci ricchi premi e cotillons che voi non sapete nemmeno da dove l’ha tirato fuori.

Contro tutto queste nulla si può, quindi meglio essere preparate.

E voi, cosa avete imparato dalla stronzagg  volubilità dei vostri figli?

 

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Senza benzina

Tiiiiii…. tiiiii… tiiii…

Lui dorme ancora occupando tre quarti di letto, cuscini compresi e tu hai 40 minuti circa per uscire di casa.

Scendi dal letto cercando di non muovere nemmeno le lenzuola.

Accendi lo scalda biberon. E metti su il caffè.

Fai la pipì, ma non puoi scaricare ché la porta è aperta e lui ancora dorme;

ti lavi con un filo d’acqua per lo stesso motivo. Il caffè è pronto ma sai che non riuscirai a prenderlo

Sono già passati 15 minuti e te ne restano 25.

Nove misurini di latte e due Plasmon mentre ti infili i jeans di due taglie più piccoli che, a ben vedere, è una delle operazioni più delicate dell’intera mattinata.

Ti restano solo 20 minuti.

Lo svegli e contemporaneamente gli infili il biberon in bocca.

I minuti passano e il biberon non finisce mai.

Lui ha sonno, vorrebbe riaddormentarsi, si accascia tra le tue braccia e tu lo ammazzer  pensi povero cucciolo sarai stanco dato che stanotte non hai quasi chiuso occhio.

Ti fai forza e lo lasci nella culla per finirti di vestire.

Sono trascorsi altri 5 minuti.

Ti trucchi ma non troppo. A qualcosa devi rinunciare, solo la luce del sole restituirà il risultato.

Hai 10 minuti per cambiare il pannolino, vestirlo, lottare con le sue scarpe, mettere il computer in borsa, infilarti il cappotto, preparare tutte le chiavi che ti servono per averle a portata di mano, infilargli cappello e giubbetto, ignorare quel rumore che viene da dentro il pannolino di tuo figlio ed uscire di casa.

Sei comunque in ritardo. Sai che devi rinunciare a qualcos’altro ma non hai il tempo di pensare. Opti per la benzina, ci penseremo al ritorno.

Arrivi a casa dei nonni, pensi che sia finalmente finita e loro ti dicono che c’è stato un problema e forse nel pomeriggio non ci saranno.

Scappi al lavoro ed inizi a cercare una baby-sitter sapendo che questa giornata finirà troppo tardi e probabilmente senza benzina.

 

p.s. quello sopra è il planner di quasi tutte le mie mattina. Ad aggravarlo in questi giorni c’è il mio stato momentaneo di mamma single. Se nei prossimi giorni non mi vedrete da queste parti, ora sapete il perché. Magari statemi vicino almeno col pensiero.

 

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Non dite buongiorno

Stanotte alle 3 ero seduta sul divano a guardare Peppa Pig, ma anche la sigla de La Pimpa  a loop e un puntata di  Shaun the sheep. Pietro si è fatto un paio d’ore di pianto nel cuore della notte della quali, tuttora, ignoro la causa.

Ad un certo punto ho iniziato a prendere a testate il muro ché magari stordendomi perdevo anche l’udito, ma niente. Pianti  e urla con una micro pausa per intercessione di Santa Peppa e poi la calma improvvisa della quale, tuttora, ignoro la causa.

E ai buongiorno stamattina non posso che rispondere: “Buongiorno, un cazzo”!