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Perché sono contenta di essere mamma di un figlio maschio

Quando ho scoperto di essere incinta, dopo essermi ripresa dallo shock iniziale, ho iniziato a sperare con tutte le mie forze di diventare mamme di un bambino, di un maschio. Che si sarebbe chiamato Pietro.Non ho mai sognato una maternità, né di avere una bambina con le trecce invece di un bimbo scalmanato o viceversa, ma in quel momento la verità mi si è palesata davanti in tutta la sua strafottenza: sarei stata una madre di figlia femmina pessima.

Sia chiaro, io adoro le donne. Adoro il loro entusiasmo, la loro capacità di fare rete, la loro bellezza, la forza di reinventarsi sempre. Sono da sempre stimolo e ispirazione per me. Il problema è che, a causa del mio essere irrisolta e insicura, c’è quel senso di competizione che spesso, quando mi relaziono con altre donne, non lascia spazio al resto.

Sono complessata come una quindicenne, ho dei canoni di bellezza che sono tutti miei e pure un bel po’ sbagliati, mi sono lasciata trasportare da storie impossibili e uomini improbabili per i quali ho perso ogni ragione e ai quali ho concesso delle libertà che si concedono solo quando non ci si ama abbastanza.

Ecco, il mio problema più profondo è che io non mi amo abbastanza e quando ho scoperto di essere incinta mi sono chiesta come avrei mai potuto insegnare ad una figlia femmina quell’autostima che a me manca.

Non credo che crescere un uomo, rispettoso e onesto, che si ami ma non sia trasudi boria, sia un’impresa più semplice. Non lo credo affatto. Credo però che su di una figlia femmina avrei riversato tutte le mie insicurezze, tutti i miei passi incerti, le mie gelosie. Sono talmente infantile e problematica che, non senza vergogna, ammetto che forse se fosse cresciuta con le gambe più magre delle mie o il seno più prosperoso, un giorno sarei arrivata ad invidiarla.

O forse no. Non lo so e sono felice di non doverlo scoprire.

Mi attendono anni densi, condivisi con un adolescente scontroso e pieno di sé, per il quale forse la mia autorità o il mio esempio non saranno sufficienti, ma almeno so che ci proveremo insieme per la prima volta.

Io come mamma e lui come figlio.

Non rivivrò con lui la mia adolescenza come forse sarebbe capitato vedendo una figlia rancorosa correre in camera a versare fiumi di lacrime per uno dei tanti stronzi incontrati.

Sono una figlia femmina educata male, forse, o semplicemente sono una donna ancora non troppo cresciuta e a caccia di risposte per poterne dare ad una piccola donna in erba.

Mi mancherà giocare con le Barbie, questo sì, ma sto convincendo Pit a cucire delle tute da supereroi di ricambio per i suoi pupazzi preferiti. E comunque lui, questo è il karma lo so, preferisce cucinare.

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8 Commenti

  • Rispondi Luca 31 maggio 2017 alle 14:05

    Io posso dirti solo una cosa… I GIOCATTOLI NELLA FOTO SONO BELLISSIMI!

  • Rispondi Priscilla 31 maggio 2017 alle 15:48

    Io ho una femmina e un maschio. Quello che temo di più è di non riuscire a fare in modo che la mia bimba diventi se stessa, ma di rovinarla agendo inconsciamente in modo tale che lei diventi quello che io avrei voluto essere.

    Per il maschio questo timore non lo provo proprio, semmai tremo all’idea di far male e di farlo diventare un “uomo che odia le donne e tutto quello che è diverso”.

    Mi auguro che siano solo preoccupazioni senza fondamento. Già il fatto che le riconosco mi sembra un buon inizio.
    Tu che dici?

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 31 maggio 2017 alle 18:46

      Fare il genitore è difficile, sempre e comunque. Una consapevolezza dei propri limiti secondo me è sempre una buona partenza :)

  • Rispondi Nia 1 giugno 2017 alle 6:44

    E quindi puoi capire il panico che ho provato quando ho scoperto di aspettare la femmina, anche se per motivi diversi dai tuoi

  • Rispondi SARA 1 giugno 2017 alle 15:13

    io ho due figlie femmine. quando ho scoperto di essere incita della seconda ho capito una cosa: che non avrei desiderato nulla di meglio al mondo. perchè nella mia imperfezione, come persona e come mamma, ho attraversato il mondo, le sue difficoltà e le sue gioie, da donna, e sempre con la testa alta. e così insegnerò loro: il fatto di essere tutte femmine è un ponte per riuscire a capirle meglio. e se avranno il seno più grande del mio pazienza … ci vuole anche ben poco ;)

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 5 giugno 2017 alle 15:42

      Eheh… davvero, anche per me, ci vorrebbe davvero poco :)

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