Le interviste

Un Tripadvisor per le mamme. Ci ha pensato Silvia Esposito

Chi di noi non ha mai consultato Tripadvisor per sapere se in quel ristorante si mangiava bene? E chi di noi (mamme) non si è detta, almeno una volta, che sarebbe stato fantastico avere un Tripadvisor che, invece di alberghi e locali, recensisse asili e ludoteche?

Silvia Esposito, digital pr milanese, ha reso questa ispirazione realtà, creando Mumadvisor, il primo portale con le recensioni delle mamme milanesi su asili, scuole, shopping, ristoranti, servizi e attività a misura di bambino.

Silvia, che cosa facevi prima di diventare mamma?

Per anni ho inseguito e creduto nel sogno della moda; lavoravo all’interno dell’ufficio stampa prodotto e comunicazione di una nota azienda molto “fashion”.

Com’è nata l’idea di un Tripadvisor per mamme?

È nata durante la mia seconda gravidanza, quasi due anni fa quando, si sa, noi donne siamo assai più produttive e capaci di rimetterci in gioco. Mi ero messa alla ricerca dell’asilo nido perfetto per il mio primo bambino e online non avevo trovato molte informazioni o un confronto diretto con le altre mamme. Mi sono resa conto che mancava un contenitore serio e sicuro dove poter leggere le recensioni delle mamme che avevano già testato le strutture. Al contrario se dovevo partire per un weekend potevo trovare tutte le informazioni del caso, allora una notte tra una poppata e l’altra ho urlato a mio marito: Voglio creare il Tripadvisor per le mamme!

In che modo riesci ad assicurare la veridicità delle varie recensioni?

Parto dal presupposto che essendo delle mamme a scriverle lo facciano basandosi su esperienze vissute realmente sulla pelle e sulle emozioni dei loro figli, e che ci sia sempre del vero in questo e non altre finalità. Ovviamente leggo ogni singola recensione prima di approvarla e in caso di dubbio cerco di fare le dovute verifiche. Per me è fondamentale che Mumadvisor sia un posto sicuro che permetta un costante confronto tra le mamme alla ricerca di posti a misura di bambino. Mumadvisor si riserva comunque il diritto di eliminare contenuti non veritieri o comunque inappropriati ove ne venga a conoscenza.

Mumadvisor è pensato, per ora, su Milano. Quali sono gli sviluppi pensati per il tuo progetto?

La cosa più gratificante per me è leggere di continuo messaggi di mamme che vorrebbero Mumadvisor nella loro città. Quindi sicuramente il futuro del portale è quello di espandersi a livello nazionale. Siamo alla ricerca di investitori che credano fortemente nel progetto.

Credi che il nostro Paese si stia muovendo in modo propositivo verso famiglia?

Ma Oddio, argomento spinoso questo. Da una parte mi viene da pensare che Milano si stia attrezzando per diventare una città molto kid-friendly, però se penso in grande alla situazione generale politica ed economica siamo anni luce indietro per molti aspetti anche solo ai nostro cugini francesi. Ho fatto un po’ di ricerche e ho scoperto che in quasi tutti gli stati europei, indipendentemente dal reddito del nucleo universale, viene erogato un sussidio per ciascun figlio a carico denominato in inglese Universal Child Benefit. Il contributo versato alla famiglia molto spesso aumenta in funzione del numero di figli. L’Italia, invece, eroga sussidi per i figli a carico unicamente ed esclusivamente su base del reddito, questo sostegno, inoltre, è riconosciuto solamente ai lavoratori dipendenti. E poi sia le aziende private che gli enti statali dovrebbero prevedere la possibilità di concedere un lavoro part-time, o ad orario flessibile, almeno fino ai 3 anni dei bambini per tutte quelle mamme che lo richiedano.

Come organizzi le tue giornate?

Suona la sveglia (o in alternativa ci sveglia con una bella leccata del mio cane che dorme con noi nel lettone) si cerca di far colazione tutti insieme e aspettiamo l’arrivo della nonna. Accompagno il bimbo più grande alla materna, poi di corsa in ufficio da ModaJunior dove lavoro in qualità di digital pr fino all’ora di pranzo. Poi rientro a casa e mi dedico qualche ora al sito, ancora di corsa verso l’asilo e a seconda dei giorni ci sono i vari corsi e attività dei bambini: nuoto, musica, arte o un po’ di sano parchetto nelle rare aree verdi milanesi. Poi bagnetto-time, si cena tutti insieme e poi iniziano i riti della nanna, con favole e coccole. Quando cala il silenzio spesso torno a lavorare al mio terzo figlio: Mumadvisor.

Domanda di rito: capita anche a te di essere a volte una pessima madre?

Fare la mamma è un mestiere meraviglioso e assai complesso. Siamo sempre alla ricerca di quell’equilibrio perfetto, che poi così perfetto non lo sarà mai. Quando lavoravo a tempo pieno e passavo meno ore con i miei figli vivevo di sensi di colpa. Adesso, che ho un lavoro part-time e mi dedico al mio Mumadvisor, è una lotta continua dietro il tempo e spesso mi sento in colpa perché magari non mi godo il momento per essere sempre “sul pezzo” dal punto di vista digital. Tra un pochino cambio il pannolino con l’Iphone in mano. E poi mi sento pessima perché non so cucinare e guardo con ammirazione le mie amiche mamme che invece sfornano torte e pranzetti sani e golosi per i propri pargoli. Poi non ho polso: per me viene per primo il concetto di vita peace and love, però mi rendo conto che con due maschi in casa (anzi 4 con marito e cane) bisogna dettare delle regole e farle rispettare o raccoglierò calzini sporchi a vita.

 

 photo credits: Ilaria Corticelli

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2 Commenti

  • Rispondi aliko 3 Maggio 2015 alle 15:04

    “Durante la gravidanza, si sa, noi donne siamo assai più produttive e capaci di rimetterci in gioco….”ma sai che anche a me è successo così. Durante la mia seconda gravidanza ho trovato la mia strada lavorativamente parlando!!!

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 4 Maggio 2015 alle 10:54

      a volte tutto capita così, mentre pensiamo ad altro 🙂

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