Le interviste

Tutte le mamme sono un po’ Wondy. Intervista a Francesca Del Rosso

Si può continuare ad essere mamme, mogli e donne pur avendo il cancro? Francesca Del Rosso, autrice del libro “Wondy. Ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro” dice di sì.

Il romanzo scritto da Francesca è il racconto della sua battaglia vinta, quella con la malattia, combattuta cercando di tenere in equilibrio i pezzi della sua vita, l’amore, i figli, il suo lavoro ma soprattutto alla quale ha risposto con energia. Come farebbe ogni supereroina che si rispetti. Come farebbe ogni mamma che sa di dover reagire anche per il bene dei figli.

E lei, che da piccola sognava di mascherarsi propria da Wonder Woman ha capito che c’è un po’ di “Wondy” in ogni mamma (e donna) che si rispetti. Basta solo non dimenticarsene.

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Francesca pensi davvero che siamo tutte un po’ Wondy?

Sì, ne sono certa. Quello che può accadere è che alcune donne non se ne accorgano o non lo sappiano. Ho sentito spesso donne dire: “Io al posto tuo non ci riuscirei mai…”. Poi però succede qualcosa, un fatto inaspettato, un’immensa felicità o un immenso dolore che ci scavano dentro e che ci fanno capire che abbiamo un’energia nascosta ancora tutta da utilizzare. E tutte noi possiamo farcela. Basta trovare dentro di noi quella forza che c’è.

Come si fa a restare supereroine ogni giorno?

È questa la vera missione impossibile! A volte sono supereroina a volte sono un catorcio. Ma appena tocco il fondo e mi guardo allo specchio, faccio una giravolta e … zac! Torno la Wondy di sempre!

Come si fa a mettere i figli al riparo dalla malattia?

Impossibile. E forse nemmeno giusto. Non sono una psicologa ma ho imparato sulla mia pelle che più si è trasparenti e più i figli non hanno paure. Sono le bugie e il non dire che creano nelle loro menti dei mostri… quindi è importante parlare loro con il linguaggio più appropriato. E soprattutto mostrarsi sereni (ed esserlo il più possibile anche intimamente). I bimbi sono empatici, capiscono tutto. È giusto che sappiano che esistono le malattie, ma che ci si può curare e infine guarire.

E se stessi? Come ci si mette al riparo da sofferenza e paura?

Domanda da cento milioni di dollari! È molto difficile. Forse non dobbiamo davvero ripararci dalle paure, ma imparare ad affrontarle nel migliore dei modi. Il mio modo? Godendomi il più possibile la vita che ho.

La prima cosa che pensi al mattino quando ti svegli?

Oddio, ora devo svegliare le bestie e costringerle a lavarsi e vestirsi!!” Poi mi alzo, tiro su la tapparella e li vedo abbracciati e dormienti in un letto singolo (è da un anno che vogliono dormire insieme… guardiamo il lato positivo: rifaccio un letto al posto di due!). E sono felice.

C’è qualcosa che ti fa paura?

La mia morte, ma forse ancor di più il pensiero che i miei bimbi possano ammalarsi. Ma cerco di pensarci molto poco. In questo sono abbastanza brava… mi impegno con altri 100mila cose da fare e progettare.

E alla fine sei riuscita a mascherarti da Wonder Woman?

No. Ho visto che esistono dei meravigliosi costumi acquistabili anche online, ma non ho il fisico! Un giorno magari lo comprerò lo stesso, toglierò tutti gli specchi di casa, lo proverò in assoluta solitudine  e mi toglierò lo sfizio!

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