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E tu ce la fai ad ingoiare un elefante intero?

A me i buoni propositi deprimono. Deprimono perché mi mettono di fronte alla mia totale capacità di rispettarli, di mettere alla prova la mia forza di volontà. Di sacrificarmi in nome di un obiettivo più grande.Devo migliorarmi, devo migliorare un sacco di cose nella mia vita, devo risolvermi, ottimizzare i tempi lavorativi e lamentarmi di meno. Devo provare a fare tutto questo e ci sto provando già da un po’, ma devo farlo un pezzo alla volta perché se alzo lo sguardo e guardo la montagna di cose da mettere a posto mi immobilizzo, presa dalla paura.

Quindi, ecco, non posso fare buoni propositi perché averli chiari di fronte a me, uno dopo l’altro, mi fa paura, mi toglie il fiato e la forza. Quella che mi serve per fare anziché concentrarmi su un obiettivo mega gigante.

Perché se focalizzo l’obiettivo invece che i piccoli passi da fare mi vengono in mente le difficoltà e quanto sia contorto e difficile sia il percorso.
Ce la fai a ingoiare un elefante intero?” mi ha detto qualcuno tempo fa. Ovvio che no. “Però l’elefante si può spezzettare e tu puoi ingoiare piccoli pezzettini. Uno alla volta“.

È questo il senso: smetterla di guardare i problemi nella loro totalità, nella loro interezza e dividerli in piccole parti da affrontare un giorno alla volta.

Se poi riuscirò o meno ad ingoiare l’intero elefante lo scoprirò sono col tempo. Nel frattempo sopravvivere e far sopravvivere mi sembra quanto di più sensato augurarsi. Io i buoni propositi non posso farli, ma voglio fare. Però voglio di nuovo capelli lunghi, così da poterli nuovamente tagliare.

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2 Commenti

  • Rispondi katia 17 gennaio 2018 alle 13:38

    vero vero verissimo!
    a volte basta davvero spezzattare i problemi (se possibile, ovvio!) e anche lamentarsi meno (anche questo, se è possibile!).. credo che il lamentarsi meno sia il mio buon proposito più difficile da mantenere!
    comunque, buon anno, cara!

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 17 gennaio 2018 alle 13:47

      È vero, lamentarsi di meno è un ottimo punto di partenza 🙂

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