Semplice da fare e buonissimo da bere. Lo Spritz resta un’ottima idea per accogliere gli amici, invitati per una cena a casa nostra, o per regalarsi un momento di relax al ritorno dal lavoro. E la sua ricetta il modo migliore per inaugurare questa rubrica.
spritz
L’ho fatto. Ho abbandonato il Nano.
Niente ceste né orfanotrofi e suore, ma mia madre che abita a circa duecento chilometri da me.
La decisione sofferta (…) è stata presa dopo che, anche per questo mese, mi è stato confermato un orario di lavoro “pieno” e dopo aver visto vistosi segni di stanchezza sul viso della Santanonna, quella vicina che, ogni giorno, ci tiene il Nano. Dopo aver sentito mia mamma si è pensato che un paio di giorni di lontananza non avrebbero ucciso nessuno.
Ingenui.
Ieri io e il Coinquilino abbiamo preso coraggio, abbiamo caricato il Nano in auto e, con lo spirito di chi si appresta a compiere un atto di alto tradimento, l’abbiamo lasciato a casa di mia mamma.
Il viaggio di ritorno è stato tutto un: “Uff… vabbé…uhm… eeeeh… uff… eh, vedrai… starà bene… eeeeh”, il rientro a casa decisamente silenzioso, la nottata tranquilla, Coinquilino russante a parte.
Stamattina alle otto ero già attaccata al telefono e ho sentito che nonna e nipote se la ridevano della grossa.
Che vi devo dire, l’assenza del Nano si fa sentire.
E allora credo che, per non pensarci, io oggi berrò spritz. Tanti spritz.

