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primi passi

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E allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te

Niente, qua siamo ancora in piena crisi da dentizione. Alla quale crisi si è aggiunta l’evoluzione da homo erectus. In pratica quello più basso della famiglia ha scoperto che la sua posizione preferita è quella che lo vede con i piedi piantati per terra. Il problema è che, non solo ha un equilibrio a dir poco precario, ma dei piedi lui per terra pianta solo la punta. Inoltre, dico io, ma nemmeno gattoni e già pretendi di startene dritto e magari di camminare pure? 

E ancora, due giorni fa, il tempo di voltarmi un attimo a non so far che, e mi sono ritrovata il Nano in piedi sul divano, ben saldo sul bracciolo, mentre ieri me lo sono ritrovato a fare Tarzan sul filo dell’abat-jour che, pacifica, se ne sta da anni appoggiata sulla mensola sopra al divano.

Ecco, queste evoluzioni sono veloci e alquanto stancanti. Proprio fisicamente stancanti. E allora faccio che domani mattina preparo un valigia piccola, piccola e vado a casa della mia mamma per 24 ore, durante le quali mi auguro di consegnare il Nano all’arrivo e riprenderlo in braccio solo alla partenza. Se poi, nell’arco delle 24 ore si verifica un guasto alla connessione internet pure meglio.

Magari ne approfitto per seguire i consigli di questa giornalista che su Internazionale scrive che è possibile leggere un libro a settimana. Che sarebbe anche una cosa molto bella se solo capissi come poter incastrare quelle 40 pagine al giorno nelle prime ore del mattino. Lascio il figlio senza colazione? Vado a lavorare in pigiama? Mi sveglio un’ora prima?

Secondo voi lei come fa?

 

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Cose che fa un bambino di nove mesi

Gattonare. No, mio figlio no. Lui si rotola, finisce a pancia in sotto, tira su il sedere e… resta così. Credo sia troppo faticoso per lui utilizzare le braccia per tirare su il resto del corpo.

Alzarsi in piedi utilizzando qualsiasi appiglio come appoggio. No, mio figlio no. Lui vuole stare in piedi certo ma tenuto in posizione eretta da me, puntando i piedi sulle mie gambe e scaricando tutti i suoi nove chili di sofficezza sulle mie braccia.

Interagire con gli altri bambini. No, mio figlio no. A lui interessano solo le bambine ma d’altra parte mica è colpa sua se le mie (poche) amiche mamme hanno solo figlie femmine.

Godersi i dentini già nati. Mio figlio si gode il suo unico dentino già nato e piange come un disperato per tutti gli altri che devono ancora spuntare.

Ripetere la stessa sillaba per 20/25 volte. Sì, mio figlio lo fa. Solitamente urlando.

Battere le mani. Sì, mio figlio lo fa. Però trova più divertente battere una mano sulla mia guancia o sulla capoccia del padre.

– Ribellarsi se viene costretto a fare qualcosa che non gli piace (tipo riempito di baci). Questo lo sa fare benissimo, urlando e voltando il capo.

Protestare per la separazione. Da me. Con molta convinzione.

Ridere. Forte. Con tutto il corpo. Di una risata meravigliosa e coinvolgente.