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nottataccia

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9 + 9

Oggi sono 9 + 9. Nove mesi del nano più nove mesi di inquilino nella panza, diciottomesiintutto. In cui tutto è cambiato. Proprio tanto, in maniera tanto radicale quanto inaspettata che se mi distraggo un attimo e intorno a me cercano quella che è diventata mamma, io mi guardo intorno per vedere chi è la malcapitata.

E’ (faccio una digressione per scrivere che lo so che la è va accentata e non apostrofata ma su wordpress non riesco a capire come si inserisce la è maiuscola, ci tengo proprio tanto che si sappia) stata dura, è dura. Però un po’ meno di prima.

Per lo meno, ora, quando guardo il Nano mi si riempie talmente il cuore d’amore (non chiedetemi com’è successo perché io proprio non lo so) che lo scazzo mi passa. Per un momento, eh, solo per un momento ché poi ricomincio subito a pensare a quanto mi manchino i tacchi, la vodka e i venerdì sera con le amiche. Però, ecco, un po’ di cose da quando ogni domenica mattina era no o da quando ogni mattina era no in generale, sono migliorate (e ora io lo so che la maledizione di chi tira un sospiro e pensa che il peggio è passato si abbatterà su di me, alla peggio domani cancello il post).

Sarà che Pietro è più interattivo, sarà che quelle guanciotte morbide e puzzolose creano dipendenza però io mi sento un po’ meno pessima madre. Almeno finché stasera non parlerò al telefono con la mia mamma!

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Uscire o dormire questo è il problema

Ieri sera sono uscita a cena con il Coinquilino e abbiamo impiegato la mezz’ora che un anno fa avremmo dedicato alla scelta del locale a chiederci se sfruttare quelle tre ore di libertà tornando a casa a dormire. Seriamente, eravamo fortemente tentati di passare la nostra serata “libera” dormendo e non sto sottointendendo niente, avremmo dormito dormito. Alla fine il buonsenso ha prevalso e siamo andati a cena. Siamo stati bene, riso, scherzato, bevuto vino rosso. E’ stato bello e abbiamo rischiato di perdercelo perché volevamo dormire. Continua a Leggere

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Dimmi che notte hai e ti dirò chi sei

Stiamo cercando di abituare il nano a saltare la poppata della notte. Dato che abbiamo iniziato lo svezzamento sto provando a dargli orari abbastanza ferrei con la speranza di regalare alle mie giornate una parvenza di organizzazione. Cosa che mi riuscirebbe pure se non fosse per la maledetta poppatadellanotte che resta fuori dal mio controllo sia perché sono stata sempre contraria a svegliare il nano quando dorme, sia perché, anche volendo, di notte, a meno che non lo senta piangere, sono io che non riesco a svegliarmi. Continua a Leggere