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bimbi bravi

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Di tette (ancora) e di mostri di Loch Ness

C’era una volta una fila lunga. Ma lunga lunga, eh. Accanto alla fila lunga lunga c’è n’era una molto più corta, con una quindicina di persone in coda al massimo. Lei, la solita pigra, scelse senza nemmeno pensarci la fila più corta. Solo quando arrivò allo sportello lesse che, nel cartello sopra lo sportello accanto, c’era scritto: “È qua che si distribuiscono le tette“.

Trent’anni dopo Lei si ritrovò di nuovo quella fila lunga lunga davanti. Accanto di nuovo la fila corta, questa volta ancora più corta: in coda c’erano solo tre persone. Lei non si fece vincere dalla pigrizia e questa volta, ormai aveva imparato la lezione, scelse la fila lunga. Solo quando arrivò allo sportello si accorse di quel cartello appeso sopra lo sportello accanto. In quel cartello c’era scritto: “È qua che si ritirano i bambini bravi“.

Questo per dire che i bimbi bravi, quelli silenziosi, che se non stanno in braccio non rompono in continuazione anzi giocano per conto loro e, addirittura, si addormentano nei loro lettini proprio dopo aver cenato, esistono. Sì, esistono ma non come  Nessie di Loch Ness, gli Ufo o lo Yeti. No, loro esistono davvero, in pochi esemplari, vi do ragione, ma esistono.

Io ieri sera ne ho visto uno.