Blog

Quello che io mi chiedo…

… è se c’è qualcuno che è davvero al riparo da quei gesti disperati che stanno, maledettamente, popolando le pagine di cronaca nera in questi tempi.

Da quei gesti che hanno come carnefici padri “normali”, fino ad un attimo prima attenti e premurosi verso i loro figli, e come vittime le loro mogli, compagne, ex fidanzate e i loro piccoli.

Da quei gesti dai quali con forza prendiamo le distanze con un secco: “A me non può capitare”.

Non so se esiste davvero qualcosa che non può capitare, in un attacco d’ira, in un momento di forte disperazione, quando la sofferenza diventa troppa e troppo pesante da sopportare da soli. Non lo so.

Non giudico né giustifico.

Pero so che c’è un bambino che lotta tra la vita e la morte per il quale, dicono, ora serve un miracolo.

E so che la sua mamma non è con lui perché anche lei sta combattendo la sua battaglia più grande. Il papà è morto. Si è sparato dopo aver sparato alla sua ex compagna e a suo figlio di due anni. Non poteva accettare che quella donna non stesse più con lui, non poteva accettare che non fosse più roba sua.

Un gesto disperato che è stato compiuto vicino a me e, forse per questo, mi colpisce tanto.

A scrivere di queste cose, lo so, si rischia di scivolare in banalità e luoghi comuni, tanto più che questo è un blog pensato per far ridere. Ci sono, però, delle riflessioni che non posso proprio evitare di fare.

Io non giudico la sofferenza, non giudico la disperazione. Ma mi faccio delle domande. E mi chiedo se questo disagio che non risparmia nessuno continuerà a crescere all’infinito, se non c’è piuttosto un modo per arginarlo, se c’è un modo per mettersi al riparo da questa disperazione sorda, da questa smania di possesso che non lascia spazio alla ragione.

Mi chiedo cosa dovrei insegnare a mio figlio per assicurargli una vita lontana da questi gesti. Mi chiedo pure se l’educazione c’entra qualcosa e, se non c’entra nulla, allora mi chiedo cosa io possa fare.

Come possa assicurarmi che il suo amore, per una donna, un uomo o chi vorrà lui, non diventi mai un eccesso d’amore.

 

Precedenti Successivi

Potrebbe Interessarti:

8 Commenti

  • Rispondi cate 8 luglio 2014 alle 16:37

    me lo sono chiesto anche io, cara. L’apparente banalità di una mamma/donna che ha il compito di trasformare un nanetto in un uomo degno di questo nome nasconde un concetto molto più profondo e difficile, che va ben aldilà dell’insegnare a stirarsi da solo le camicie (cosa per me dura, visto che io stessa sono una frana!).
    Ma credo, ho bisogno di credere, che l’educazione conta. Che posso, almeno in parte, indirizzare mio figlio verso un cammino diverso, verso un concetto di amore, per chiunque, che non sia sinonimo di possesso… come fare? Credo che tutto parte dalla tolleranza, di qualsiasi tipo, per l’amore altrui, per la scelte diverse.
    tolleranza=rispetto=amore
    ed è molto meno banale di quanto sembra…

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 8 luglio 2014 alle 16:40

      Non lo so, mi auguro solo di esserne all’altezza. Ma far passare concetti che a me ancora sfuggono, a volte, mi sembra un’impresa quasi impossibile

  • Rispondi Laura 8 luglio 2014 alle 17:11

    … e la voglia di raggiungere chi ha deciso di vivere su un albero di castagno del Piemonte diventa sempre più un grande…

  • Rispondi Elena 11 luglio 2014 alle 19:41

    Anche io come te ho un bimbo piccolo maschio. Ci penso spesso a quanta responsabilità ho come mamma nel crescerlo. Spero di riuscire ad insegnargli a parlare di sentimenti, emozioni, non di lasciar perdere a dargli un’educazione sentimentale perchè maschio. Vorrei riuscire ad insegnargli che un uomo è un uomo soprattutto quando non si vergogna di piangere, quando impara ad affrontare i conflitti e le difficoltà della vita con un sorriso e rimboccandosi le maniche. un po’ come facciamo noi donne insomma. Soprattutto un uomo è tale quando rispetta la sua compagna, quando capisce che insieme a lei tutto acquisisce un senso. Non è facile però.. ci proviamo!
    ps. sono convinta anche io che debba imparare a stirarsi le camicie… intendendo con questo che deve essere in grado di fare tutto, che non ci sono più lavori da uomo e lavori da donna! accidenti io mi so pure cambiare la ruota della macchina… cosa sarà mai stirare una camicia?

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 13 luglio 2014 alle 16:42

      Quello, a dir la verità, dovrei imparare a faro pure io 🙂

  • Rispondi Anna 14 luglio 2014 alle 12:32

    Parentesi faceta
    mi fa troppo ridere il nome del tuo blog!

    Parentesi seria
    Ogni volta mi dico che dovrei studiarmi un po’ di storia. Perchè i delitti passionali, si sa, ci son sempre stati e addirittura se il marito era stato tradito gli davano anche ragione. Quel che mi chiedo io è se ci son sempre andati di mezzo anche i bambini. La violenza su di loro, ad opera di chi dovrebbe invece esser lì a proteggerli, è l’aspetto che mi sconvolge di più.

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 14 luglio 2014 alle 12:43

      E tu sei troppo brava, aspettati a breve un ordine spillettoso 😉

    Lascia un Commento