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Prendersi cura di un figlio anche quando non ne hai voglia

A me il “per sempre” fa paura. O meglio, a me l’idea del “per sempre” fa venire una gran voglia di scappare.Non ho molta fiducia nel fatto che i rapporti possano essere davvero “per la vita” e preferisco vivere quello che ho, invece di pensare a quello che avrò un giorno.

Poi sono rimasta incinta.

Mi sono sentita fin da subito schiacciata dal peso della responsabilità, dall’idea che se avessi accettato di diventarlo, non avrei smesso di essere mamma nemmeno per uno dei successivi minuti della mia vita. La maternità è un contratto a tempo indeterminato, per alcune di noi trentenni precarie, probabilmente l’unico della vita. Essere madri è per sempre e se ci penso non ci trovo nulla di romantico, niente che mi faccia battere il cuore. Se ci penso sono già stanca, adesso, per il peso di quel “per sempre”.

Per l’impegno al quale non sarò mai più libera di sottrarmi, che spesso assomiglia ad una gabbia contro la quale la mia libertà di prima va a schiantarsi per poi frantumarsi in mille pezzi. Come se fosse scritto da qualche parte che, ogni volta che nasce una mamma, una donna dovesse a tutti i costi morire.

A volte l’idea che dovrò prendermi cura di mio figlio anche quando non ne ho voglia mi toglie il fiato, come fosse un macigno pesantissimo da portare. Il pensiero che mai, nemmeno per un giorno, per un minuto, smetterò di essere madre, di essere stanca come una madre, di avere dentro quell’amore sconfinato che non pensavo di poter provare e del quale ho paura di restare vittima.

Il pensiero che dovrò scaldare pigiamini sul termosifone d’inverno e preparare cene decenti anche quando vorrei solo ingozzarmi di schifezze sul divano mi fa dire che no, io non ce la farò.

Poi però ce la faccio sempre. Ce la faccio a prendermi cura di mio figlio anche quando non ne ho voglia. Ce la faccio perché è lui che me lo chiede e lui sa sempre come fare. Perché farlo mi fa sentire forte, stanca, sfibrata, ma al tempo stesso piena di risorse. Mi prendo cura di mio figlio a modo mio, non in maniera perfetta per carità, ma come posso, con i mezzi che ho.

Prendersi cura di un figlio anche quando non ne hai voglia per me significa appoggiare quel pigiama sul termosifone, ogni sera, anche se non ho fatto tutto il resto, anche se mio figlio l’ho lasciato giocare da solo per tutto il pomeriggio e a cena gli ho rifilato una triste minestrina.

Quel pigiama per me rappresenta l’impegno di esserci sempre, la conferma che ci sono e che ci sarò. Il mio amore imperfetto, eppure grande. La responsabilità che ho accettato di prendere sulle mie spalle nel momento in cui ho deciso che sì, sarei diventata madre, ma rappresenta anche il mio egoismo di donna che è una madre come può.

Non peggiore: semplicemente a modo suo.

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8 Commenti

  • Rispondi Nia 15 Novembre 2016 alle 11:59

    Sottoscrivo in pieno, purtroppo.. o per fortuna

  • Rispondi Martina 15 Novembre 2016 alle 12:25

    clap clap clap! ti applaudo per questo carinissimo post!
    e sottoscrivo le tue parole quando scrivi: “quell’amore sconfinato… del quale ho paura di restare vittima”.
    io vivo la stessa paranoia… poi però faccio tabula rasa dei pensieri e cerco di godermi appieno la vita e il momento presente. Magari resterò vittima di questo amore, magari no.
    Quello che è sicuro è che ieri mio figlio mi ha dato i suoi primi bacini sulla guancia… E spero di riuscire a portarmi per sempre nel cuore questa stupenda emozione!
    Un abbraccio

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 15 Novembre 2016 alle 12:34

      Che poi, quei bacini appiccicosi lì sono davvero una meraviglia…

  • Rispondi Michela 18 Novembre 2016 alle 15:57

    Quanta verità. Io ricordo ancora il ritorno a casa: la bimba nella sua culla, mio marito che doveva tornare al lavoro (molto impegnativo in termini di tempo), io distrutta dopo un parto terribile che non riuscivo altro a pensare che l’esistenza di quella creaturina era tutta sulle mie spalle e non potevo crollare. Grazie al cielo piano piano tutto si sistema ma la realtà è che questa responsabilità si sentirà per sempre.

    Sono felice di avere trovato il tuo blog

    Michela

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 22 Novembre 2016 alle 12:14

      Grazie a te di essere passata di qua. Un abbraccio.

  • Rispondi katia 23 Novembre 2016 alle 10:07

    quanto hai ragione!!
    sottoscrivo ogni parola!
    ..e Viola è nata solo da 16 giorni!!

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 23 Novembre 2016 alle 10:49

      Ecco, allora sappi che le cose non possono che migliorare.

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