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Nove cose che mio figlio chiede con insistenza (e solitamente ottiene)

Mio figlio mi chiede con insistenza di giocare con lui. A qualsiasi gioco lui stia giocando. E non importa che stia facendo un puzzle o costruendo un castello con le Lego.Lui mi chiede di giocare con lui. In ogni momento del giorno, quando lui è a casa. E non importa se io stia cucinando, rispondendo ad un’e-mail urgentissima di lavoro o se mi stia facendo una doccia di cinque minuti (perché questo è il tempo massimo che mi è concesso). Lui chiede a loop, in continuazione, senza arrendersi mai, sgranando gli occhi se gli rispondo di no, lamentandosi se, dopo due ore di montasmontamti azzardi anche solo a spostare un muscolo, peraltro anchilosato, dalla zona giochi. Mio figlio mi chiede con insistenza di giocare con lui. E solitamente la cantilena con la quale mi affligge gli permette di ottenere ciò che vuole.

Mio figlio mi chiede con insistenza di grattargli la schiena. Quando siamo a letto, la sera. Non pago della già enorme concessione che si è preso, senza chiedere per favore, di dormire accanto a me. Lui chiede i grattini, a volte le carezzine, spesso entrambe le cose. Anche se sono stanca, anche se è tardi, anche se lui sta crollando dal sonno quella pretesa lì, prima di dormire, c’è sempre.  E guai ad interrompere la pratica, guai: non ci si può fermare, non si può rallentare il ritmo, non si può pensare di cambiare braccio perché quello che stai utilizzando da mezz’ora è praticamente fuori uso. L’unica cosa concessa è continuare a grattare la schiena di mio figlio. Finché non si è addormentato.  Mio figlio mi chiede con insistenza di grattargli la schiena. E solitamente la cantilena con la quale mi affligge gli permette di ottenere ciò che vuole.

Mio figlio mi chiede con insistenza di poter ascoltare la sua musica preferita. Quando salgo in macchina e sto per mettere su il mio cd preferito. O la domenica mattina quando vorrei svegliarmi lentamente, con un po’ di musica di sottofondo. No. La mia musica non si può più sentire, a meno che la mia musica preferita non coincida con la sua musica preferita e su questo ci sto lavorando con risultati abbastanza rincuoranti. L’unico problema è che per mio figlio se non c’è qualcuno che invece di cantare urla, allora non è musica. Mio figlio mi chiede con insistenza di poter ascoltare la sua musica preferita. E solitamente la cantilena con la quale mi affligge gli permette di ottenere ciò che vuole.

Mio figlio mi chiede con insistenza di poter vedere i suoi cartoni preferiti. Sempre, quando io affondo le mie stanche natiche sul divano e prendo il telecomando in mano. Lui, nel caso io riesca a sintonizzarmi sulla replica dell’episodio 4 della sesta stagione di Sex & the City, ma anche se decido di sbavare davanti a qualche serie tv condita da manzitudine, inizia a chiedermi di poter vedere i suoi cartoni. I suoi canali. A voce alta. Senza smettere mai. Mio figlio mi chiede con insistenza di poter vedere i suoi cartoni preferiti. E solitamente la cantilena con la quale mi affligge gli permette di ottenere ciò che vuole. Con mio grande disappunto.

Mio figlio mi chiede con insistenza di poter mangiare schifezze di vario genere. Patatine, caramelle gommose o cioccolata non fa differenza. E io, data la mia alimentazione che potrei definire quantomeno disordinata, ho davvero poche argomentazioni per oppormi. Però mi consolo perché lui, a differenza mia, quando si trova a scegliere tra una mela e un cioccolatino, sceglie sempre la prima. E io non mi spiego il perché. Mio figlio mi chiede con insistenza di poter mangiare schifezze di vario genere. E solitamente non c’è nemmeno bisogno di una cantilena troppo affliggente per ottenere ciò che vuole.

Mio figlio mi chiede con insistenza i regali di Natale. In continuo. Ogni volta che vede una pubblicità o quando, al centro commerciale, passa davanti al negozio di giocattoli. Lo fa ogni mese dell’anno, dal 27 dicembre al 23 dicembre dell’anno successivo. Mio figlio mi chiede con insistenza i regali di Natale. E solitamente la cantilena con la quale mi affligge gli permette di ottenere ciò che vuole. A Natale, però.

Mio figlio mi chiede con insistenza se torno, ogni volta che parto. Mio figlio mi chiede con insistenza se torno, ogni volta che parto. E io ci resto sempre così male che la cantilena che, in questo caso, mi affligge non serve affatto.

Mio figlio mi chiede con insistenza di raccontargli una favola. Quando ci mettiamo a letto. E sarebbe anche una cosa bellissima se non fosse per il fatto che lui vuole sempre la stessa storia, quella di Spiderman e Iron Man che, dopo aver fatto l’Università insieme si ritrovano a bersi una birra, che gli ho raccontato per la prima volta circa un anno fa assemblando frasi a caso. Ecco, lui la vuole uguale ogni sera. Anche se io non ricordo il perché ‘sti due hanno deciso di rivedersi dopo tutti quegli anni. Mio figlio mi chiede con insistenza di raccontargli una favola. E solitamente la cantilena con la quale mi affligge gli permette di ottenere ciò che vuole.

Mio figlio mi chiede con insistenza se gli voglio bene. E quando gli rispondo di sì lui ribatte che ti voglio tantissimo bene anch’io, mamma.

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2 Commenti

  • Rispondi Alessandra 9 Marzo 2017 alle 14:28

    ho risolto il punto 1 facendo un secondo figlio, ora che il piccolo ha 3 anni giocano e la richiesta mamma giochi con me è diminuita del 90% . a volte giocano così bene che non riesco a inserirmi nel gioco, un po’ mi dà anche fastidio, poi torno in me.
    Per il punto 2 sono messa come te, il primo vuole i grattini sul polpaccio (solo il sinistro, il destro no assolutamente no) il secondo vuole tenere la manina
    Per il punto 3, sto lavorando affinchè ci piaccia la stessa musica, funziona abbastanza anche se a volte i nani cantano la pausini e mio marito non è orgoglioso, pazienza
    Per i cartoni, odio peppa pig con tutto il cuore ma è stata la prima a concedermi una doccia in pace, dopo di lei anche masha, blaze e i super wings, li odio tutti ma un po’ anche li amo
    Per le schifezze e i regali di natale, oh io cedo, la carne è debole e i giochi piacciono anche a me, amen
    Per le partenze, parto pochissimo, tipo 3 volte all’anno per pochi giorni, è una novità ogni volta e fa bene a loro e al papà, forse più a lui.
    Per la favola, ne ho inventata una in cui siamo una famiglia di salmoni , noi 4, e risaliamo un fiume incontrando cascate, orsi che ci vogliono mangiare, arcobaleni e pescatori…non è tanto bella ma si addormentano sempre prima che arriviamo alla sorgente.
    Per il bene… non me lo chiedono mai in effetti, boh

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 12 Marzo 2017 alle 18:31

      A me la storia della famiglia dei 4 salmoni piace proprio tanto 🙂

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