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Io e mio figlio, uguali e diversi

Io e mio figlio abbiamo gli stessi occhi, uguali uguali fatta eccezione per un lieve strabismo tutto mio che a lui non ho trasmesso.Stessi colori, di capelli e di pelle. Stesse guanciotte, le sue, di quand’ero piccola, le mie. Stesso entusiasmo nel lanciarsi a capofitto in qualcosa di nuovo con l’unica differenza che lui, i suoi picchi massimi di entusiasmo li raggiunge la mattina, appena sveglio, io la sera quando non vorrei mai andare a dormire.Se non fosse per la sveglia del mattino. E da quando c’è lui anche per quelle della notte.

Stessa curiosità bulimica, insaziabile voglia di sapere che cosa c’è oltre quello che abbiamo, noia implacabile che sopraggiunge appena otteniamo qualcosa. In questo siamo uguali io e mio figlio e mi auguro che della vita lui resti sempre curioso. Ma che non faccia come me e impari ad apprezzare e a godere di quello che ha.

Golosa di cioccolata, affogherei (forse affogherò) in una vasca di panna montata io, leggermente schifato dal mio pane e Nutella con lo strato di Nutella alto il doppio della fetta di pane lui che, regolarmente, rifiuta di assaggiare tutto quello che di “cioccolatoso” io faccio invece passare attraverso le mie fauci.

Testardi, lievemente permalosi, egocentrici quando siamo smaniosi di attenzioni da parte di chi amiamo e se ci guardate attraverso, in controluce, vi accorgete che soffriamo io irrimediabilmente, lui spero in maniera del tutto passeggera, da sindrome d’abbandono.

Io e mio figlio uguali quando non siamo in grado di giocare perché noi partecipiamo per vincere, diversi perché lui è onesto sempre mentre io a Trivial, a Natale, baro sempre.

Stesso amore per le scarpe, per le Fonzies e la copertina calda e la canottiera ben infilata dentro ai pantaloni. Odio indiscusso, il suo, per le castagne che io mangerei fino a scoppiare. Amore atavico quello suo verso gli animali con i quali io ho imparato a convivere solo da adulta. E per quieto vivere.

Ugualmente determinati e caparbi, diversamente sognatori perché lui sa farlo ancora come un bambino e io, che ho smesso di farlo, chiedo a lui di ricordarmi come si fa.

 

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2 Commenti

  • Rispondi katia 10 novembre 2017 alle 12:45

    siete bellissimi! 🙂

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