Che io non ho la più pallida idea di quale sarà la sua scuola materna. A dirla tutta non so nemmeno quali scuole materne ci siano in questa città.
Che quando lo sgrido fortissimo e lui ci resta tanto male e fa la faccia da pulcino spennato, io vorrei piangere e piangere e piangere.
Che ho intenzione, almeno per i prossimi cinque anni, di continuare a viaggiare, quando posso, senza di lui.
Che quando lui mi chiederà se credo in Dio mi metterà in difficoltà. Così come quando mi chiederà della morte e della vita, dell’inferno e del paradiso, delle api e dei fiori.
Che, quando sarà il momento, per arrivare preparata al “momento compiti” dovrò ripassare le tabelline. Ma anche l’analisi grammaticale, logica e del periodo.
Che l’altra notte quando lui si è svegliato ero sveglia anch’io e mi sono accorta del fatto che, prima di riaddormentarsi, mi ha dato un piccolo bacio sulla testa. E io mi sono riaddormentata felice.
Che spesso la notte mi sveglio e mi chiedo che madre sarò fra dieci anni, che lavorò farò, dove vivrò e se finalmente mi sentirò “realizzata”.
Che i miei NO tremano sempre sotto le sue richieste e nascondo SÌ pronti a riportare la calma (apparente) in casa.
Mio figlio tutte queste cose non le sa. Lui è pieno di fiducia cieca e incondizionata. Lui sa che ci sono io e questo è tutto. Lui non sa che improvviseremo insieme, che sarà lui a suggerirmi come fare.
Lui non lo sa e non lo dovrà sapere mai.




17 Commenti
Ecco Lucrezia, quando scrivi così di pancia, con questo groppo commosso d’emozioni e sorrisi morbidi morbidi…. Leggerti diventa e resta un piacevole privilegio. Grazie. Ciao 😉
Grazie a te
Dubbi condivisi. Quasi tutti. Mi hai emozionato. Anna Ps. Cm stai?
Oggi ho fatto la sesta puntura, nel pomeriggio saprò se la tortura è finita o se si continua per tutta la settimana
Se vuoi mi offro per la storia delle api. Per il resto, navigo a vista insieme a voi. Questo post è bellissimo.
Io pensavo di evitarla proprio quella storia là, di essere più concreta. Che ne dici?
Sì sì, vai sul concreto! Io non ho tabù su sesso e morte e quando mio figlio a tre anni ha chiesto gli ho spiegato con tranquillità usando termini propri (utero, placenta)
L’unica cosa è aspettare che siano loro a chiedere e rispondere solo alla domanda fatta. Ad esempio, mio figlio non sa ancora come il papà mette il seme nella mamma, non l’ho detto perché lui non ha chiesto: sa solo che lo spermatozoo feconda l ovulo e tutto il resto, perché le sue domande si sono fermate li. Ho accennato all’ accoppiamento ma non ha indagato oltre per cui non ho ritenuto di proseguire, non per vergogna ma perché dobbiamo rispettare i loro tempi.
Ma usando termini concreti loro afferrano secondo te?
Assolutamente si. Placenta, utero, vagina, testicolo e via dicendo. Ad esempio, a mio figlio di due anni e mezzo avevo spiegato che la placenta è una specie di uovo morbido che avvolge in bambino e che lo nutre attraverso il cordone. Lui ha capito perfettamente il concetto anche perché gli ho fatto vedere delle immagini di feti.
Idem sa che i testicoli sono dei sacchetti con gli spermatozoi, che lui però non ha ancora, e che la vagina è una specie di tasca
Ma come fai a dare sempre voce ad ogni mio pensiero?
Quello che tuo figlio già sa? Di avere una mamma davvero in gamba e perfetta per lui.
esagerata. Grazie ma mi sembra un bel po’ troppo. Te l’assicuro
Ci penso sempre anche io a queste cose… ultimamente più spesso del solito e mi sento più pessima che mai, forse perché lei sta crescendo, capisce di più, adesso interagisce e son cazzi! L’altra sera ero un po’ triste, ma facevo finta di niente, lei è arrivata come se nulla fosse e mi ha detto: “vieni qui mamma che ti canto una canzone per tirarti su di morale…”
Ecco, lì ho capito che probabilmente lor Pisquani sanno tutto e, almeno per adesso, ci amano tantissimo, sempre e comunque… (e poi ho deciso che mi scrivo tutte le sue dichiarazioni d’amore in un quaderno che le regalerò tipo al suo quindicesimo compleanno…)
Il libro delle dichiarazioni è un’idea geniale. Non lo so, forse hai ragione, loro sanno però mi dico che è anche un po’ giusto che so affidino, che non sappiano tutto, che siano ciecamente in balia nostra. Ma questo pensiero, se lo rivolto dal mio punto di vista mi atterrisce.
I nanetti hanno un sesto senso infallibile.
Io con bebè vado a giorni alterni e ci impariamo a vicenda e questo mi piace ma pure mi stanca a volte.
Per quanto riguarda le tabelline e l’analisi logica credo che le cose siano un po’ cambiate.
Non che io voglia dire che noi siamo anziane anzi ASSOLUTAMENTE non lo penso ma sai la mia pupa alla scuola dell’infanzia (mi raccomando non materna né asilo) svolge puntualmente il quaderno operativo e copia dalla lavagna… ecco io al massimo giocavo con il didò e il crystall ball perché la mia maestra aveva come dire… altri orizzonti!
Ah, ecco, quindi mi toccherà iniziare a studiare il cinese per stargli dietro 🙂
Mi hai commosso. :-*
🙂