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Mi chiedo come faccia a ricordare

Mi chiedo come faccia a ricordare perfettamente l’atmosfera che si respirava nella mia prima casa universitaria. Se chiudo gli occhi rivedo la radio con mangianastri che ci ha accompagnate praticamente ovunque.

Mi chiedo come faccia a ricordare esattamente come ero vestita un giorno a caso di svariati anni fa. Non un giorno importante, ma un giorno qualunque.

Mi chiedo come faccia a ricordare quella sensazione di felicità di almeno dieci anni fa. In macchina, stavamo andando ad una festa, io ero innamorata (o almeno lo credevo) e ho davvero pensato che, per quel che mi riguardava, il mondo potesse finire in quel momento.

Mi chiedo come faccia a ricordare il freddo che sentivo quando d’inverno uscivo mezza nuda per andare a ballare.

Mi chiedo come faccia a ricordare facce di gente conosciuta al bar, quando lavoravo lì, e mai più rivista in vita mia.

Mi chiedo come faccia a ricordare la prima volta che ho messo gli sci ai piedi, a cinque anni, e le parole di mio nonno che mi diceva di non aver paura.

Mi chiedo come faccia a ricordare la fatica per scrivere alcuni pezzi, uno in particolare, su Rita Levi Montalcini.

Mi chiedo come faccia a ricordare il senso di libertà che mi dava ballare, certe sere, quando al locale aravamo rimasti in dieci.

Mi chiedo come faccia a ricordare il sapore delle frittelle di ricotta e degli ziti al pomodoro che solo mia zia sapeva cucinare in quel modo.

Mi chiedo come faccia a ricordare l’odore del suo profumo.

Mi chiedo come faccia a ricordare perfettamente il senso di onnipotenza che mi dava quel 6 in greco pur non avendo studiato.

Mi chiedo come faccia a ricordare tutto questo e come sia possibile che io abbia completamente dimenticato che faccia avevo Pit appena nato. Non ho ben chiaro se sia l’autoconservazione, o qualcosa di simile, ad innescare questo meccanismo, ma io sto dimenticando i miei ultimi due anni di vita con una velocità che quasi non faccio in tempo a viverli.

Mi chiedo come faccia a non ricordarmi di quell’esserino che portavo tutto il tempo addosso, che respiravo, accarezzavo, assaporavo. Che viveva in simbiosi con me, che nutrivo e iniziavo alla vita. Me lo chiedo e non trovo una risposta.

Ma ditemi, vi prego, che capita anche a voi.

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8 Commenti

  • Rispondi Anto79 15 Ottobre 2015 alle 16:39

    secondo me capita a tutte, è una sorta di istinto di sopravvivenza perchè insieme ai ricordi belli ci sono i ricordi brutti quelli delle notti insonni, della fatica e di tutto il resto..cose che se ricordate ti impedirebbero di fare altri figli..(io infatti della prima bimba ricordo poco e niente..) e del secondo invece preferisco dimenticare!!! Anto

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 15 Ottobre 2015 alle 17:14

      eheh, però io la sensazione di fatica la ricordo. solo quella però 😉

  • Rispondi alessandra 15 Ottobre 2015 alle 21:35

    Nero…ogni volta che ripenso ai primi mesi io non ricordo qualcosa di preciso,io vedo nero…per fortuna ora è tutto molto più chiaro 😉

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 19 Ottobre 2015 alle 10:23

      mi ricordo anche che marciavo come fossi un automa, ma la direzione, quella non la ricordo proprio!

  • Rispondi Joja 16 Ottobre 2015 alle 8:16

    Per me è la stessa cosa. Purtroppo non ci si scorda solo delle fatiche, ma anche delle sensazioni belle. Per l’aspetto fisico ci sono per fortuna le foto, ma mi manca tanto non ricordare il loro peso piuma (gemelli prematuri), il loro odore fantastico, le loro carezze casuali. Il loro primo ‘mammammama’. Più di tutto mi manca comunque non ricordare il loro odore di latte fresco, mischiato a un profumo che sembrava quasi di fragoline da bosco (eh, così l’avevo descritto nel mio blog).

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 19 Ottobre 2015 alle 10:22

      sì, è vero mi ricordo di questo odore… ma non ricordo che profumo avesse

  • Rispondi Mammarch 18 Ottobre 2015 alle 16:01

    Confermo, credo sia istinto di sopravvivenza!! Io di entrambe ho un vago ricordo bellissimo, tipo una nebulosa dai colori pastello. Poi quando inizio a pensarci bene ecco che metto a fuoco tutti i ricordi belli ma anche l’estrema fatica, la stanchezza, la paura e le difficoltà di certi momenti…ed ecco che ritorno immediatamente alla mia nebulosa 😉

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 19 Ottobre 2015 alle 10:22

      eheh… l’istinto di sopravvivenza ci salverà!

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