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Ma quanto sono dolci i risvegli di una mamma?

Sono dolci i risvegli di una mamma, vero? Pieni di amore e tenerezza, crostate appena sfornate, tovaglie linde, buffetti affettuosi, tazze di latte tiepido e tanto buonumore. Certo come no, credeteci, eh.

No, ma dico davvero: credeteci.

Anche perché se non ci credeste almeno un po’ avreste smesso già da un pezzo di fare figli.

Perché?

Perché la verità è che i risvegli sono l’inferno di ogni mamma, altro che dolcezze e bacini piccini picciò. E se c’è una cosa che una mamma sa che dovrà fare al suo risveglio, quella cosa è correre perché le mattine di ogni mamma sono qualcosa di molto simile ad una corsa ad ostacoli.

Appena suona la sveglia, che suona sempre un po’ prima di quella degli altri componenti della famiglia, ogni mamma apre gli occhi e si prepara mentalmente alla battaglia. Lei sa che dall’andamento delle successive due ore dipenderanno le sorti della sua giornata. E non solo della sua.

Come in ogni corsa ad ostacoli che si rispetti una mamma al suo risveglio ha bisogno di due doti fondamentali: velocità e precisione perché anche il più piccolo incastro sbagliato potrebbe avere conseguenze disastrose sulle successive 24 ore della sua famiglia.

Per capirsi, avete mai versato nella tazza di vostro figlio la quantità sbagliata di cereali? Ecco, non fatelo mai perché molto probabilmente il vostro dolcissimo figlioletto reagisca con un secco rifiuto della colazione stessa, sfoderando peraltro un repertorio di musi lunghi e scontrosità che non pensavate potesse esistere. E che vi farà perdere un’enorme quantità di tempo: tempo del quale voi, di mattina, non disponete.

Sì perché dovete sapere, e di certo lo sapete già, che di mattina vostro figlio, solitamente comprensivo e incline al dialogo, per almeno cinque giorni su sette si trasformerà in una qualsiasi donna in una delle sue peggiori sindromi premestruale.

E non basterà averlo svegliato con bacini, coccolandolo con una luce soffusa che gli permetta di abituare gradualmente i suoi occhi santi al giorno, scaldandogli i vestiti sul termosifone d’inverno e tirandoli fuori dal freezer d’estate. No, non basterà tutto questo e poco importa se voi, dopo aver dormito tutta la notte con i piedi di vostro figlio conficcati nel fianco o esservi alzate tre volte per consolarlo/dissetarlo/accompagnarlo a fare pipì al vostro risveglio avete avuto giusto il tempo di una lavatina di faccia e di denti con buona pace del contorno occhi che andrebbe massaggiato con cura ogni mattina e ogni sera.

Poco importa perché vostro figlio di mattina, al vostro risveglio, sarà sempre la peggior versione di vostro figlio.

E vi odierà pure un po’, con lo stesso odio che noi a 17 anni, la domenica mattina alle 9, riservavamo alla nostra di madre e alla sua cazzo di aspirapolvere. Per questo cercherà di mettervi i bastoni fra le ruote utilizzando ogni mezzo a sua disposizione sabotando quella che lui sa essere la cosa più importante per voi al vostro risveglio: la tabella di marcia. Perciò, state certe che, dopo essere finalmente riuscite a tirarlo giù dal letto, vostro figlio dirà no, opponendo una strenua resistenza ad ogni vostra singola richiesta.

No all’asilo.

No all’acqua fredda.

No all’acqua calda.

Sì al maglione d’estate, ma mai d’inverno.

No al latte, né alla brioche, né alla crostatina, né al pane e marmellata.

No al cappello.

No alla sciarpa.

No allo zainetto.

No al salire in macchina, ma nemmeno ad andare a piedi.

E la missione vostra, di ogni madre al suo dolcissimo risveglio, è quella di smontare con calma, grazia, compostezza ciascuno di questi decisi no.

Senza mai perdere la pazienza, senza mai perdere di vista la tabella di marcia, senza mai perdere quella precisione chirurgica che va messa in ogni vostro gesto. Solo così riuscirete ad arrivare al fondo della vostra corsa ad ostacoli e a consegnare ogni componente della vostra famiglia alla propria giornata un attimo prima di esservi ricordate che il vostro caffè è lì che vi aspetta, ormai ghiacciato, versato nella tazza da almeno un’ora.

E ora, bene che vi vada vi aspetterà il vostro capo in ufficio. Che sarà sempre meglio di vostro figlio al suo (e vostro) risveglio!

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10 Commenti

  • Rispondi Nia 7 marzo 2017 alle 7:37

    Ed è per questo che io me la svigno alle 6.45 lasciando risveglio e colazione a papà.

  • Rispondi Alessandra 7 marzo 2017 alle 9:37

    mi hai fatto ridere! è proprio vero!

  • Rispondi serena 7 marzo 2017 alle 13:15

    Perfetto….è esattamente cosi’, a casa nostra moltiplicato per due. Con alcune differenze tra i due figli.
    Il grande è difficilissimo da svegliare ma per fortuna ha pochi sbalzi di umore, pero’ deve essere fuori casa alle 8:25 caschi il mondo ed essendo un bradipo fa tutto lentissimamente e mi fa tremare i polsi. La piccola invece è esattamente in quella fase in cui guai a versare la quantità sbagliata di cereali, perché non solo non li mangerà ma come minimo partirà una sirena o addirittura si rischia il volo della ciotola di cereali…per dire. E poi con lei è una trattativa continua sul vestiario e sul mezzo di trasporto per raggiungere il nido. Io a volte la colazione proprio non la faccio…..

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 7 marzo 2017 alle 18:14

      Io con due non so come farei… mi sento male solo al pensiero. Però voi mi assicurate che ce la si fa e io faccio finta di credervi ;)

  • Rispondi Claudia Falcone 7 marzo 2017 alle 14:28

    Mi ci ritrovo tantissimo!! Bisogna essere precisissimi nella tabella di marcia mattutina ma sappiamo benissimo che i nostri bimbi sono i più abili complottisti pronti a distruggerla per una minima cavolata! Io sono ancora nella fase in cui è un’impresa cambiargli il pannolino, un’impresa mettergli le scarpe, bisogna rincorrerlo per mettergli la giacca perchè lui prima di andare all’asilo si attacca alla pista delle macchinine o agli animaletti di plastica e non c’è verso di staccarlo o pretende di portarsi tutto dietro. Altre volte invece fa la cozza piagnucolona e anche lavarmi i denti o infilarmi le scarpe è una sfida all’ultimo sangue con lui appiccicato alla gamba disperato. Tutto scandito dal ticchettìo dell’orologio che ti ricorda che sei in ritardo!! E questo in casa. Perchè dal pianerottolo al garage si apre un altro frangente. Dire che arrivo a lavoro esaurita è un eufemismo haha!!

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 7 marzo 2017 alle 18:13

      Esatto, quando per gli altri la giornata è appena cominciata, noi abbiamo già consumato la metà delle energie giornaliere a disposizione.

  • Rispondi Patty 7 marzo 2017 alle 14:45

    Mi fai morire…. quando leggo i tupi post penso sempre che si avrei potuto scriverli anche io esattamente uguali (per il contenuto intendo…. mica per lo stile, tranquilla, su quello son lontanissima ahimè!).
    E comunque io dopo un paio di tentativi di smontare i no dei miei figli inizio a urlare, cosi forte che alla fine perfino la vicina si prepara in quattro e quattr’otto! ^_^

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 7 marzo 2017 alle 18:12

      eheh… la pazienza… la pazienza e i nervi saldi. Altrimenti addio tabella di marcia ;)

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