Blog

Ma come parli?

Quando succedeva con gli altri bambini, figli non miei, le mamme si avvicinavano e traducevano, come se fosse la cosa più semplice del mondo, la nenia confusa che stavano recitando, mentre io li guardavo con sguardo da pesce lesso.

Questa è proprio roba forte – pensavo- roba da mamme”. Che, secondo il mio pensiero, riuscivano a tradurre quel disco rotto, pronunciato dai loro figlioli, perché avevano sviluppato con loro una sorta di affinità elettiva. Una simbiosi intellettiva che facilitava questo compito e restituiva al linguaggio adulto quella serie di sillabe ripetute, secondo la sottoscritta acida e arida, senza un senso.

Bene, ora succede con mio figlio e, non saprei dirlo in altro modo, ma io quando lo sento cantilenare, sbuffare, sputare vocali e incavolarsi perché io non lo capisco, mi vien da pensare: “Figlio mio, ma come cazzo parli“.

Io, mamma acida e arida.

 

Precedenti Successivi

Potrebbe Interessarti:

11 Commenti

  • Rispondi sara 18 Giugno 2015 alle 12:56

    nessuna affinità elettiva o roba simile… semplicemente a furia di stare con lui impari che “aa” sta per “acqua” o “na-na” vuol dire “banana”. Un po’ come quando vai all’estero e impari lì una lingua straniera. All’inizio tutte vanno per tentativi! Non sei acida e arida… ti ci vuole solo un po’ di pratica.

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 18 Giugno 2015 alle 15:53

      Dici, eh. Io a volte proprio, ma proprio, non lo capisco.

  • Rispondi Cate 18 Giugno 2015 alle 13:29

    come sempre in sintonia io e te!!! “Mamma! Hfvfygfhgoooigfaaaaagh, eh mamma?!” “……” “Amoreee!! (Rivolto al padre) vuole te!!” E non sbagli mai!! ;-))

  • Rispondi Silvana - Una mamma green 19 Giugno 2015 alle 8:48

    Di dico solo che A-a sta per Flavia. Certe cose le capisco per averle ormai sentite millemila volte (altro che affinità elettiva), ma di solito tiro a indovinare. E lui mi guarda pure sdegnato perché non capisco! In pratica, noi pensiamo: “Ma come cazzo parli?!”, e loro di contro: “Ma questa è rincoglionita?!”.

  • Rispondi serena 19 Giugno 2015 alle 14:23

    Credo che ci voglia tempo, all’inizio è normale.
    Anche io due mesi fa dicevo alla quasi duenne:ripeti!Non capisco! Ora dopo 2 mesi in cui ha affinato il suo vocabolario personale, e per il semplice fatto di sentirla tutti i giorni, quelli di casa (io, il padre e il fratello quattrenne) riusciamo a capire una buona parte di quello che dice. Ma se arrivasse un estraneo chiaramente rimarrebbe incerto davanti a “appa”(acqua), “ia” (io), “cicci” (ciuccio), “bau”(palla ossia dal tedesco ball)e cosi’ via. Coraggio, ancora qualche mese! Io ora mi stupisco di come con il grande(neanche 5 anni e bilingue) si possano fare addirittura dei discorsi! Anche se a volte ancora sbaglia la coniugazione dei verbi e gli articoli. E pensare che fino a due anni inoltrati non spiccicava una parola.

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 22 Giugno 2015 alle 9:55

      E pazienza, lo so. Ma a volte mi piacerebbe capirlo, per evitare nervosismi e malumori. Ma hai ragione, ci vuole tempo!

      • Rispondi serena 22 Giugno 2015 alle 11:02

        Si è vero capirli sarebbe molto utile per evitare i nervosismi…e infatti la piccola ancora si arrabbia moltissimo quando non la capiamo (perchè per l’appunto sa dire in tutto 10 parole e non sono abbastanza per spiegarsi in varie situazioni) e siccome è “pazzerella” tira piatti, posate e varie!!

  • Rispondi Mamma avvocato 30 Giugno 2015 alle 22:26

    Per fortuna mio figlio ha parlato subito bene….o forse si è accorto subito di avere una mamma un po’ tonta e si è adeguato!!!

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 2 Luglio 2015 alle 9:32

      eheheheh… io adesso sto minimamente adeguando alla sua lingua. Minimamente

    Lascia un Commento