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Lettera al figlio maschio che ho

Caro figlio maschio che ho, scrivo pensando a te, ma in realtà questa è una lettera per tutti i figli maschi che vorranno leggerla. E per i loro genitori.
No, non solo per le mamme perché, caro figlio maschio, la prima cosa che ti vorrei dire è proprio questa. Anche se ultimamente non si fa che parlare della responsabilità che le madri hanno nell’educazione dei loro figli maschi, tu devi sapere che la verità è che senza i papà noi mamme non possiamo niente. O quasi.

Perché l’esempio vale più di mille parole, caro figlio maschio, e a te sarà più facile un giorno essere uomo, se la vita te l’avrà insegnata qualcuno che i propri gesti e il proprio modo di concepire la famiglia li ha riempiti di rispetto, e l’ha fatto proprio davanti a te.

Questo non significa, caro figlio maschio, che noi mamme non abbiamo la nostra parte di responsabilità nella tua crescita. Eh sì che ce l’abbiamo.
Ce l’abbiamo quando ci struggiamo d’amore per te come se tu fossi davvero il nostro uomo. Invece tu non lo sei il nostro uomo, questo dovremmo capirlo subito. Tu sarai l’uomo di un’altra o di un altro, ma sono io, tua madre, che dovrò insegnarti come si ama. E pure come si gestisce una casa, perché mica vorrai far fare tutto alla tua compagna o al tuo compagno quando ne avrai uno?
Magari vivrai con un gatto e dovrai essere in grado di fare tutto quello che in casa farebbe una donna. Te lo dice una donna che in casa non sa fare un bel niente e che, se non ci fosse tuo padre, vivrebbe nomade. La libertà, ecco, anche sulla libertà devo dirti qualcosa.

La libertà è un bene prezioso: tu sei libero di scegliere come vivere la tua vita, ma attenzione, sappi che ogni tua scelta avrà una conseguenza da qualche parte del mondo. Quindi scegli di essere libero, ma rifletti sempre. Soprattutto non limitare la libertà degli altri, comprendine il valore profondo, capisci che nella libertà molte persone trovano la loro espressione e non c’è nessuno al mondo che sarà mai completamente tuo.

Non una donna, non un uomo, non un figlio. Questo non significa che al mondo siamo soli, caro figlio maschio, ma che non si può possedere qualcuno senza fargli male. Il possesso non è amore, ricordatene.
C’è un’altra cosa, caro figlio maschio, che mi sta molto a cuore dirti. Nella vita dovrai scegliere molte volte. Spesso sarà semplice, ti verrà naturale farlo, altre volte no, scegliere in quel caso darà durissima. Una delle scelta che ti troverai a fare molto presto è quella di decidere di seguire la massa dei tuoi amici, dei tuoi compagni, della tua crew e di fare cose solo per sentirti uno di loro, cose per lo più imbecilli, eh, o se fare di testa tua perché quello che pensi tu è la cosa che ritieni più giusta per te e per gli altri.
Sarà una scelta difficile e che farai in totale libertà, ma ricordati una cosa: se sbaglierai per aver seguito gli altri, difficilmente riuscirai a perdonarti.

Magari sbaglierai perché non vuoi essere deriso, perché non vuoi risultare uno “sfigato”, perché non vuoi essere chiamato “femminuccia” dagli altri. Lo capisco. Capisco che il giudizio degli altri per te abbia un valore, ma se davvero non vuoi essere etichettato come un debole devi tirare su la testa e imparare a dire no, perché tu quella cosa non la reputi giusta.

Non dimenticare il valore di un abbraccio, non pensare che basti la tua professione per identificarti come persona, rispetta gli altri. Sii consapevole del fatto che guardare il mondo con gli occhi ancora meravigliati è sintomo di forza e non di debolezza. Il segreto della felicità è sempre custodito da cose piccole, sciocche, quindi tu non smettere di cercarla solo perché hai paura di quel che possono dire gli altri di te. Solo perché possono pensare di te che sei l’ultimo dei romantici. Non smettere di vedere la poesia nelle cose, non indurire troppo il cuore, soffri e non vergognarti dei tuoi sentimenti. Sii gentile e abbi rispetto delle donne, ma anche degli uomini.
Sono sicura, caro figlio maschio, che in questo modo potrai essere un uomo felice.

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