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Leggere è una cosa dolcissima

L’altra sera eravamo a letto, ovviamente nel mio letto, con Pit. Io che provavo senza troppa convinzione a dirgli di dormire e a convincerlo che, se non si fosse addormentato all’istante, l’indomani si sarebbe svegliato col viso tutto gonfio che neanche Kate Moss dopo un festino con gli amichetti suoi.
Lui che, naturalmente, ha iniziato con la sua serie di perché, ma me la sono cercata e vabbé.
Dopo averlo sedato convincendolo che Kate era il diminutivo di Caterina, proprio come la sua compagna di asilo che tutti chiamano Cate, e che era una bambina che la sera non voleva mai andare a dormire presto, ho ripreso in mano il libro che avevo mollato per concentrarmi sul racconto, e ho ripreso a leggere.

Mamma voio leggele anch’io

Ti prendo uno dei tuoi libri?

No voglio tuo“.

Tieni, allora, prendi questo

No quetto no, l’alto“.

Quale Pit, quale vuoi?

Voio quello pad“. E allora gli ho allungato il Kindle.

No quetto mamma, voglio kindel io“.

Per mio figlio leggere è una cosa dolcissima.

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