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La guerra dei tre anni

A casa nostra è scoppiata la guerra. Pit si è svegliato una mattina e io, all’improvviso, mi sono ritrovata madre di un adolescente di tre anni. Capricci che sì, lo so che per molte di voi non esistono, ma per me invece esistono eccome, quindi capricci, scene di panico, pernacchie, pugni. Indifferenza ad ogni mia richiesta. Vi dico la verità, per un attimo ho anche pensato che avesse problemi di udito, ma ho capito quasi subito che ci sente benissimo (ho fatto la prova sussurrandogli da due stanze di distanza che avevo delle caramelle per lui), semplicemente se ne sbatte bellamente di quello che gli dico o chiedo. Lui invece avanza richieste continue, dice vorrei ma intende voglio, ma soprattutto non accetta nessun tipo di no. A lui i no scivolano addosso. Per lui i no non esistono proprio e per qualche motivo a me sconosciuto si è convinto che, qualsiasi sia la situazione e la motivazione che c’è dietro a quel mio no, prima o poi si trasformerà in un sì.
Nel caso poi non succedesse lui sarà pronto a scatenare la sua furia distruttiva. Nel caso remoto io continuassi a confermare ancora e con fermezza il mio diniego lui svuoterà con solerzia tutti i cassetti dai pezzi dei suoi tanti puzzle spargendoli sul pavimento della sua camerata. E della cucina. E della sala. Se poi arrivasse il più unico che raro momento del ‘mo basta, adesso vediamo chi comanda, la fine (della pace) sarà assicurata.
A nulla servirà parlargli amorevolmente, né alzare la voce o dargli una sonora sculacciata. Dall’adolescente in erba si avranno solo grida altissime e strazianti e infinitamente lunghe.
Se, infine, il mini adolescente casualmente capisse che sto facendo proprio sul serio, allora svestirà i panni del teppista per trasformarsi, in un attimo, in un bambino amorevolissimo, pentito e bisognoso di coccole e abbracci. Mi riempirà di amora mia e tivogliotantobenemamma.
Pietro perché sei arrabbiato con la mamma” gli ho chiesto con voce paziente ieri sera dopo essere passati per tutte queste fasi, esserci riappacificati, aver ricominciato di nuovo con le urla (per un motivo diverso) e esserci di nuovo riappacificati.
Pecché tu oggi sei andata via” mi ha risposto lui singhiozzando.

*foto di Vanessa Lanari

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6 Commenti

  • Rispondi Irene-LavoroDaMamme 9 Febbraio 2016 alle 11:04

    Per la serie “come sentirsi una merdaccia in 3…2…1…”! 🙁
    Scene analoghe a casa mia, solo che lui ancora non ammette che è perché sto in ufficio all day long (forse è ancora presto? Ma tanto lo so che è per quello)

  • Rispondi Lorenza 9 Febbraio 2016 alle 14:38

    Lucrezia, non sono nessuno e lo so benissimo, ma mi sembra che questa cosa che tu vai via torni ciclicamente fuori. Premesso che sicuramente crescendo capirà di più e che tu potrai spiegargli mooolto meglio le motivazioni (validissime, tra l’altro), forse bisognerebbe che trovassi anche solo un momento, magari rituale, che sia solo per voi due. Faccio un esempio: Luca torna sempre a casa tardi dal lavoro, perciò la fase della “messa a letto” è una roba solo loro, io non ci entro e anzi vengo mandata via. Latte, favola, manina da tenere, quello è un momento solo loro che certo non è come stare tutto il giorno insieme ma che a Ludovico da la certezza della presenza del suo babbo. Ora, io parlo senza sapere tutto e magari tu e Pit avete già un momento così, ma se non ce l’hai, perché non provare? Magari dopo anche tu ti senti un po’ meno peggio…

    (Ho parlato troppo vero? Scusa ma ti leggo cosi sconsolata di questa cosa che vorrei solo aiutarti.. )

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 11 Febbraio 2016 alle 16:49

      No, no, macché, anzi grazie di essere sempre così spassionata. Hai ragione, il problema è che mi sento terribilmente in colpa, anche perché quando torno a casa dovrei solo dedicarmi a lui e invece… beh, non sempre lo faccio. Comunque ci provo, ci proverò. Grazie ancora. E una abbraccione

  • Rispondi Luisa NeoMamma On Board 9 Febbraio 2016 alle 19:42

    Anche qui l’adolescenza prematura dilaga. Non ascolta, non risponde (e se anche risponde e solo per dire “NO”), non collabora in nulla.. ma la cosa che mi fa più male è che è sempre arrabbiato, ogni cosa è “no voio!”, mai col sorriso e ogni volta che andiamo a prenderlo dai nonni o all’asilo ci manda via perché non ci vuole. Gli altri bambini corrono incontro alla mamma quando arriva a prenderli, il mio si butta per terra e comincia a urlare “vai via, non ti voglio!”. E al di là del fatto che tutti penseranno che noi a casa lo pestiamo o lo costringiamo ai lavori forzati, la cosa mi fa un male che non sono nemmeno in grado di spiegare. Pensavo di poter star tranquilla ancora una decina di anni prima di dovermi sentire così..

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