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Io che non ho mai scelto di diventare mamma, ma sono felice così

Natalia Aspesi, intervistata la scorsa settimana da Simonetta Sciandivasci (ciao Simo, lo vedi che sei sempre nei miei pensieri) per linkiesta si è spesa contro quella che lei ha definito smania di “genitorialità”, dicendo che “La libertà di non fare figli è la più grande conquista femminile“.
Ecco, io non sono d’accordo.
Penso infatti che siamo ben lontani da essere liberi, da pregiudizi e convinzioni, e quasi mai riusciamo a comprendere che, se una donna non ha figli, magari quella è solo una sua scelta. Consapevole e condivisa. Di sicuro sofferta. Viene da pensare, se una donna non ha figli, che quella è una donna a metà o solo una grande, immensa, esagerata egoista. Ma non è così. O perlomeno, non lo è per me.
Se una donna non fa figli è perché ha avuto il coraggio di scegliere, dopo aver capito che lei non aveva bisogno di un figlio per essere completa.
O forse perché di figli non gliene sono venuti ma questo è un pensiero troppo sottile da fare, meglio soffermarsi sul fatto che lei sia solo una grandissima stronza.
Io ve lo dico. Non ho mai scelto di diventare mamma. Quando ho scoperto di essere incinta ho pure maledetto tutto e tutti pensando di essere stata punita per qualche promessa non mantenuta. Non l’ho mai scelto, e credo che se non fosse capitato non avrei mai deciso di diventarlo, ma è successo e ora sono contenta cosi.
Però lo ero anche prima. Ero un sacco contenta per un sacco di cose. E non mi sentivo affatto incompleta. Anzi sì, mi sentivo incompleta quando aprivo l’armadio prima di una serata di quelle che pensi che ti cambieranno la vita, e lì dentro non trovi un cazzo che ti sta bene, ma per il resto niente, stavo bene come stavo. E se adesso che sono una mamma vedo una non mamma non mi viene mai da pensare che quella possa essere una donna incompleta. Né da invidiare. Cioè io per alcune cose la invidio pure, ma per altre no ché senza Pit non ci saprei stare ma non è che mi è improvvisamente passata la voglia di uscire, andare al cinema, bermi un bicchiere di vino o una vodka. Anche se il luogo comune è un altro e cioè che una volta che si diventa madri quelle stesse donne che un tempo erano piacevoli, interessanti e pure sessualmente appetibili ora non sono altro che pallossissime mamme e in quanto tali interessate solo alla cacca del pargolo. E non sapete quanto ci resti male ogni volta.
È una cosa che a volte capita davvero, per carità, ma non a me. Non a tutte. Io ci tengo a sottolineare che a parte i chili in più sono esattamente quella di prima. E sono pure esattamente convinta che il mio tempo non valga affatto di più di quello di una donna che non ha una famiglia o dei figli. E loro, le nostre colleghe single, senza mariti e senza figli non meritano di ascoltare i nostri racconti di pappe a cacche. A te fregava qualcosa di pannolini lavabili e sterilizzatori prima di diventare mamma? Loro non lo meritano il nostro sguardo di sufficienza quando escono dall’ufficio prima per la lezione di pilates. O per l’appuntamento dall’estetista. No, non lo meritano.
Ma non non meritiamo il loro sguardo di pena quando si raccontano i weekend in giro per locali, pieni intensi. Eccola la vera libertà: non quella di scegliere di fare o non fare figli, ma di non giudicarsi in quanto madri o non madri. Donne o donne senza figli. Di smetterla, una buona volta, con questa guerra.
E magari di iniziare a farsi un po’ di cazzi propri!

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12 Commenti

  • Rispondi Alessandra 29 Febbraio 2016 alle 10:33

    Se, magari per una volta, pensassimo a noi come persone invece che come donne con/senza figli o come uomini antichi/moderni, forse potremmo essere più sereni con gli altri e con noi stessi. Forse.

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 29 Febbraio 2016 alle 15:58

      Non so davvero se ci riusciremo mai, comunque ci spero. E provo a fare il mio.

  • Rispondi verdeacqua 29 Febbraio 2016 alle 13:37

    amen.

  • Rispondi Antonella ( quella del Cavolo!) 29 Febbraio 2016 alle 15:24

    Hai proprio ragione. La vera conquista sarà quando nessuno mi giudicherà o soprattutto si/mi chiederà perchè non ho figli. Ma che ne sanno loro…

  • Rispondi Axela 29 Febbraio 2016 alle 21:41

    Sante parole, cavolo!

  • Rispondi Mammachestorie 3 Marzo 2016 alle 10:42

    Forse, questa è una delle volte in cui dovremmo imparare dagli uomini.

  • Rispondi Viola 19 Febbraio 2017 alle 12:46

    Hai ragione! Anche se io, cavolo, quando vedo una collega che esce prima per andare a pilates non posso fare a meno di invidiarla. Poi però, è vero che entro a casa e mi prendo tutti i baci dei miei cuccioli e allora chissene frega del pilates. Insomma, sono solo pensieri dovuti all’immediato.

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 20 Febbraio 2017 alle 9:07

      Che poi, diciamocelo, è anche bello essere spensierati e “liberi”. Bisogna sapere mixare bene le due cose, è difficile, ma possibile 🙂

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