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Io a mio figlio non insegnerò la paura

Di solito la mattina mi sveglio e faccio fatica ad alzarmi. Penso a tutto quello che la giornata mi riserva, le scadenze, la fatica, gli incastri per lasciare Pit all’asilo o dai nonni. Ci penso e non mi alzo. Almeno fin quando non arrivo al limite dell’orario consentito.Solo stamattina ho realizzato una cosa orribile: io non mi alzo perché ho paura. Perché ho quell’angoscia di cadere, o che qualcuno che amo cada, che mi vorrebbe inchiodata a letto. Perché la paura di non farcela in quel lasso di tempo in cui sono ancora sotto le coperte, è più forte della voglia di fare.

Stamattina mi sono alzata, di slancio, senza pensarci, e ho iniziato a fare.

Poi, quando ero in macchina mi sono resa conto di tutto, del fatto che io, in fondo, già sapevo che quella era solo paura e che la mia reazione ai fatti degli ultimi giorni, è stata proprio questa. È stata la voglia, la volontà, di non provare più quella paura, anche la più piccola. E il preciso dovere di insegnare a mio figlio a non sentirla questa paura, mi è piombato addosso tutto insieme.

Non voglio commentare in maniera spicciola e superficiale i fatti di Parigi, non ne sono in grado, non trovo il bandolo della matassa e nemmeno quale possa essere la soluzione auspicabile: per questo preferisco non parlarne e non scriverne.

Però voglio scrivere che sì, ho la precisa responsabilità di proteggerlo il mio bambino, ma anche quella non meno gravosa di insegnargli che la vita va vissuta appieno, in piena libertà, rispettando gli altri, ma senza privarsi di nessun panorama, di nessun aroma, di nessun viso e di nessuna voce. Lui, se vorrà, dovrà viaggiare senza limitazioni, uscire, conoscere, sperimentare. Dovrà capire che la vera essenza di questa vita sta nel percorso che si fa, che l’arrivo conta solo se si arriva pieno di esperienze, di amore, di progetti, di cartoline impresse nella mente e bicchieri di vino rosso bevuti anche col cuore.

A lui ho il dovere di insegnare che la paura non serve, la paura ci blocca a letto e la vita è troppo breve per passarla così. La paura ci toglie la possibilità di trovarci un giorno, anziani, seduti su quella panchina a raccontare agli altri, con orgoglio, che quella vita noi abbiamo avuto il coraggio di viverla tutta.

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2 Commenti

  • Rispondi Mammadifretta 15 Luglio 2016 alle 13:12

    Non possiamo non vivere e cedere.sarebbe folle.

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