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Il mio 2015: i post più letti e un grazie a voi

Questo non è un bilancio, non lo so se il 2015 è stato un anno buono o un anno cattivo: so che è stato un anno impegnativo, ma vivo. Faccio sempre una gran fatica a rileggermi, ma aver riletto tutti i post scritti in questo anno mi ha fatto un gran bene.

Il nodo principale, che ovviamente non sono riuscita a sciogliere, è stato quello della conciliazione, di riuscire a far stare in equilibrio lavoro e Pit. Ne ho parlato tante volte, ci siamo confrontate e so che è un cruccio che riguarda anche molte di voi. Ho cercato di trovare, per ogni mese di questo 2015, i post più rappresentativi, quelli che ci hanno fatto più dialogare. Perché? Perché se c’è una cosa che ho capito è che questo blog ha senso solo grazie a voi che passate di qua, saltuariamente o tutti i giorni, che commentate spesso o leggete restando in silenzio, che mi sembra ormai di conoscervi anche se non ci siamo mai viste. Grazie a voi, grazie perché mi permettete di fare quello che mi piace di più: scrivere. E grazie in anticipo se mi vorrete fare compagnia anche in questo 2016.

GENNAIO

L’anno è iniziato non con una lista di buoni propositi, ma con l’intenzione di focalizzarmi su alcune poche cose che davvero volevo per il mio 2015. A rileggere questo elenco dopo un anno fa l’effetto che fa: in pratica sono le stesse identiche cose che vorrei per il 2016, ma so di essere ben lontana dal raggiungerle. Un dei post più letti di sempre è stato quello in cui spiegavo i motivi per i quali mi assumerei se avessi un’azienda tutta mia, primo tra tutti perché sono una mamma. E stato bello scambiarsi opinioni al riguardo con tante donne, mamme, che stanno acquisendo consapevolezza del loro potenziale. Sempre a gennaio inauguravo una nuova sezione del blog a quattro mani: “Io, Lui & il design” in cui parlare di design (con l’aiuto del Coinquilino) e dove scambiarci idee creative e da copiare per la casa e gli spazi dei più piccoli. insieme FEBBRAIO

Febbraio l’ho passato  in buona parte chiusa in casa. Mi sono beccata la polmonite e all’inizio è stato terribile. Poi, pian piano, mi sono resa conta di una cosa che dimentico spesso, ovvero che il mondo ce la fa anche senza di me e, nel corso dell’anno, ho ripensato molte volte a questa verità. Ho sfruttato il tempo, tra una puntura e l’altra, per leggere, guardare serie tv, ma soprattutto per partecipare al concorso di CasaFacile per diventare blogger CF. Per farlo, e per celebrare il mese degli innamorati, ho intrecciato fili di lana su una sedia a dondolo. Il video lo potete vedere in questo post in cui racconto perché amo CasaFacile e il mio lui. Una mammintervista, quella a Isabella Moreschi, mamma di Nina affetta da una sindrome “unica”, mi ha emozionato particolarmente. Dall’intervista è nato anche un articolo per la 27esima ora e una collaborazione con il Corriere Fiorentino. aperturanew MARZO

A marzo ho dedicato un brindisi ai miei vicini e ho scritto un post in cui si parlava di “mamme ad alto contatto” e del fatto che, secondo me, la mancanza di alto contatto aveva reso Pit più capriccioso e irragionevole di altri bambini. Voi, con i vostri commenti, mi avete tranquillizzato sul fatto che conta più la qualità che il tempo trascorso con i propri figli. Vi ho raccontato la mia giornata milanese dopo essere stata scelta da CasaFacile per entrare a far parte della sua squadra di blogger e ho ribadito quanto amo quella città. Così come amo Perugia, ma quelle sono più che altro ragioni del cuore che solo un ex universitario può capire. Lu APRILE

Ci sono paure irrazionali, senza capo né coda, inspiegabili. Ci sono paure che  sono il prezzo da pagare per non essere più soli. Per sentirsi amati. Di paranoia in paranoia ne è uscito un post sulle mie ansie che a giorni gestisco bene, altri proprio no e sono loro a gestire me. Sono tornata a Milano per il Fuorisalone e ho provato a raccontarvelo con un video, ma ho capito che non diventerò mai una vlogger di successo. Le mie considerazioni sull’asilo nido, sul fatto che i sensi di colpa bussano ogni volta che lasciavo Pit alle maestre, s’intrecciano con quelle sull’essere freelance per una mamma che, è davvero, la sua condizione di lavoro ideale come spesso si portati a pensare? IMG_6646 MAGGIO

In ritardo ho pubblicato il secondo vlog (venuto male) sul Salone del Mobile, ma poi ho dichiarato tutto il mio amore alla terra da cui vengo dove c’è il sapore del sugo della nonna e pure quello del pane fresco nell’aria, l’odore dell’erba ma soprattutto quello della mia infanzia. Torino, il Salone del libro, un weekend con le amiche che mi ha rivelato una cosa bella che la vita mi aveva ancora tenuto nascosta e le ansie che ritornano perché non riesco a tirare il fiato. IMG_3031 GIUGNO

Giugno è iniziato con le due settimana al mare con i nonni di Pit: ovvero le mie due settimane di libertà alla quale, ho scoperto, ci si abitua più facilmente che ad un massaggio rilassante. Quello a cui non ci si abitua mai è l’hangover che, se hai passato i trenta e sei pure mamma, diventa una malattia. Ilaria Maggi è stata una splendida conoscenza che in questa mammintervista mi ha raccontato della sua via dei colori, l’onlus che si occupa dei minori vittime di violenze nelle strutture. weddingparty LUGLIO

A luglio sono stata presa da un lungo momento di tenerezza per il mio “bambino qualunque” che è passato immediatamente appena ho incontrato una neomamma molto accaldata e un po’ disperata che mi ha fatto pensare ai miei primi mesi da mamma. heroes AGOSTO

Ad agosto ho pensato solo ad una cosa: spegnere il pc. Dopo essere stata al Summer Jamboree con le mie amiche. _MG_3853 SETTEMBRE

Settembre è iniziato con la to do list delle cose da fare prima di Natale (ne ho fatte almeno tre, sta a voi capire quali), ma subito dopo è subentrata una stanchezza e una mancanza di concentrazione che non mi spiegavo. E allora ho deciso, semplicemente, di non farcela, di lasciare indietro delle cose, di rallentare. E, anche grazie ad un weekend rigenerante in Toscana, al Valdirose, sono stata meglio. Un mese lento che è finito con una riflessione sulle madri precarie, sui congedi di maternità, sulle difficoltà che una mamma freelance ha in gravidanza di prendersi del sacrosanto tempo per lei e per capire cosa le sta succedendo. warmphoto.com_valdirose-29 OTTOBRE

Mi sono scoperta una refrattaria al cambiamento, una di quelle donne che non per principio, ma per pancia, fanno fatica ad accettare i cambiamenti, una di quelle che alla separazione di Gwyneth Paltrow e Chris Martin non si rassegnano proprio. Che, a dirla tutta, ancora devono riprendersi del tutto da quella di Johnny Depp e Kate Moss. La cosa interessante è stata scoprire che sono circondata da donne che, come me, hanno gli occhi pieni di cambiamento, ma la malinconia nel sangue. Mi sono scoperta anche una supermamma. O perlomeno, questo è quello che mi ha detto Pit che ha un tempo tutto suo e, come sempre, tanto da insegnarmi. Ma non solo a mephoto copia NOVEMBRE

A novembre sono partita con il Coinquilino per il consueto weekend autunnale in cui neghiamo a noi stessi che siamo (anche) genitori oltre che ultra trentenni che, se lasciati soli, invece di fare le sei di mattina, iniziano a ronfare senza speranza. Siamo andati a Barcellona  e ho lasciato parlare le foto al posto mio. Poi ci sono stati i fatti, terribili, di Parigi, e dopo giorni di silenzio ho capito che c’era solo una cosa che mi interessava scrivere. Volevo (e voglio) scrivere che sì, ho la precisa responsabilità di proteggerlo il mio bambino, ma anche quella non meno gravosa di insegnargli che la vita va vissuta appieno, in piena libertà, rispettando gli altri, ma senza privarsi di nessun panorama, di nessun aroma, di nessun viso e di nessuna voce. A fine mese, dopo avervi dato uno spunto per un calendario dell’avvento a prova di imbarcate, ho salutato la mia casetta. La casa in cui ho cucinato la prima (e ultima) volta per lui. La casa dove tornavano, di notte, ubriachi e felici e ci alzavamo dal letto il giorno dopo che era già pomeriggio. La casa delle cene per due, in cui ci mettevamo tutto l’amore possibile, quando le nostre vite stavano cambiando. La casa in cui abbiamo deciso che le nostre vite stavano cambiando ed era giusto così. tele DICEMBRE

Dicembre e i grandi cambiamenti ché dopo il trasloco c’è stato un nuovo lavoro, lasciandone uno che amavo da morire. Perché? Sostanzialmente perché i sogni, anche professionali si costruiscono. I sogni, anche professionali, sono obiettivi e restare fermi lascia l’obiettivo là dov’è, lontano da noi. Io invece al mio obiettivo voglio avvicinarmi e per farlo ho bisogno di imparare ancora tanto. Di sicuro mi torneranno utili le cose che ho imparato da Pit e che potranno migliorare anche il vostro lavoro. Dicembre è stato anche il mese dei post tutorial: avete apprezzato molto quello sulla parete libreria per i vostri bimbi, anche se il mio preferito resta quella del barattolo di lucine da regalare a chi amate (o da tenere sopra al comodino).

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