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I nostri figli faranno meglio di noi

Sono quasi certa che i nostri figli faranno meglio di noi. Sono quasi certa che la nostra educazione, spesso improvvisata, genererà meno “mostri” di quanti ne abbiamo sfornati i nostri genitori.Su, guardiamoci, noi madri di oggi, nate da famiglie che ci hanno assicurato con il loro esempio che ce l’avremmo fatto perché loro, i nostri genitori, in linea di massima ce l’hanno fatto prima di noi.

Ci hanno cresciute tracciando la strada, dicendo che per noi c’era un futuro (professionale) solido se solo avessimo fatto tutto come dovevamo. E per tutto come dovevamo intendo più o meno una cosa: seguire le orme della famiglia. Zero sogni per una massima resa.

Io secondo mio padre avrei dovuto lavorare in banca. Voi mi ci vedete a lavorare in banca? Per carità io col conto in banca che ride mi ci vedo benissimo eh, ma a vent’anni la serenità del proprio conto in banca non è una motivazione abbastanza forte per scegliere di rinunciare a quella che a tuo avviso sarà la tua realizzazione. D’altra parte mi sono laureata, sono stata sempre una ragazza volenterosa, un po’ di gavetta e poi ce la farò, come ce l’hanno fatta i miei. Questo mi dicevo. Ecco, mentre io pensavo questo il mondo iniziava ad andare a rotoli. Crisi economica e dei deindustrializzazione stavano trasformando le certezze delle nostre famiglie in precarietà.

E in meno di dieci anni il mondo si è riempito di nuovi “fenomeni”, gente svezzata a latte artificiale e solide certezze costretta ad accettare lavori sottopagati e contratti vuoti, che la libera professione l’hanno scelta perché era il male minore. O l’unica via.

Io il cambiamento l’ho subito e ho dovuto accettarlo, per mio figlio invece la precarietà sarà il pane quotidiano. Crescerà con la consapevolezza che nessuna strada è tracciata, che non c’è un solo percorso giusto da seguire, che le emergenze molto spesso possono diventare opportunità e soprattutto che il suo futuro, non solo lavorativo, è sempre in divenire.

Che la felicità è fatta anche di ripensamenti.

Che i modelli imposti continueranno ad esserci sempre, ma seguirli no, non è una scelta imposta.

Che per un solo problema ci sono molteplici soluzioni e che una soluzione non è per sempre.

Che la casa, il posto fisso, due cani, tre bambini con le trecce bionde, il mare d’estate e la montagna d’inverno non è l’unica strada che può portare alla realizzazione.

I nostri figli faranno meglio di noi o almeno, e di questo ne sono sicura, per loro c’è una possibilità reale che ce la facciano.

Della loro crescita libera da imposizioni che non siano quelle dell’educazione, dei valori e della grammatica ne stiamo pagando il prezzo noi, ma va bene così. E credo che questo sia il migliore dei regali che noi, che siamo quelli nati due volte, possiamo far loro.

Noi che siamo nati due volte perché ad un certo punto rinascere è stato necessario. Ci siamo dovuti affrancare dall’idea del posto fisso, ci siamo sentiti smarriti, stretti in una morsa d’ingiustizia, spesso ci siamo creati una seconda vita sui social e con molta probabilità realizzeremo solo la metà dei nostri sogni.

Però una cosa noi la sappiamo far bene. Noi sappiamo crederci nei sogni. Con testardaggine. E i nostri figli avranno la possibilità di fare meglio di noi perché questo stiamo insegnando loro: ad avere sogni testardi!

 

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2 Commenti

  • Rispondi Nadia 30 aprile 2017 alle 9:18

    Una prospettiva vera,che appoggio e condivido! Una prospettiva X una volta positiva e non autodistruttiva come se ne sentono molte. Anche io lo vedo come una nuova opportunità il futuro X i nostri figli anche perché accanto a loro avranno dei genitori che il proprio, di futuro, se lo sono dovuti costruire. E saremo sicuramente genitori che non imporranno la laurea come soluzione di tutto, ma come una possibile strada. Sicuramente io voglio insegnare a mia figlia a coltivare sempre le sue passioni e di credere nei suoi sogni. Grazie alla mia passione per la danza, oggi posso dire di sentirmi realizzata e felice. Grazie per i tuoi pensieri

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