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I miei migliori amici sono gli zii preferiti di mio figlio

L’arrivo di Pit ha avuto sui miei amici, così come per me, lo stesso effetto che avrebbe avuto l’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia.I nostri interessi, i nostri ritmi, le nostre serate erano, solo cinque anni fa, praticamente inconciliabili con un bambino, per usare un eufemismo. O almeno così pensavamo.

Poi sono rimasta incinta. Io, prima fra tutti. Io che, sulla carta, ero quella che con molta probabilità un figlio non l’avrebbe mai avuto.

Fin da subito, da quando ho raccontato che ero incinta, nonostante io fossi indisponente, intrattabile e con la vitalità di un bradipo, i miei amici ci hanno messo l’entusiasmo al posto mio. E ci sono stati A modo loro. Come potevano.

Poi è nato Pit. Lui, il primo bambino in assoluto che alcuni tra i miei amici hanno preso in braccio. Lui che, sulla carta, era  un cucciolo di pinguino in pieno deserto. Eppure un bambino amatissimo e con tanti zii che lo hanno adorato. Fin dal primo momento.

Pian piano, giorno dopo giorno, i miei migliori amici sono diventati gli zii preferiti di mio figlio.

Che ci sono se io ho bisogno ma che sono presenti anche solo e semplicemente per il piacere di esserci, per godersi  e vedere mio figlio che cresce. Che cambia. Che si meraviglia e scopre nuovi pezzettini di mondo.

I miei amici, e parlo di amici che per lo più non hanno figli, non mi hanno mai fatto sentire sola, nemmeno per un momento, nonostante la mia famiglia fosse lontana, nonostante io non sia nata e cresciuta  nella città in cui abito ora. Loro ci sono. Su di loro io posso contare. E questo non significa che abbiano stravolto la loro vita perché a me è nato un figlio.

Loro sanno che in alcuni posti con un bambino piccolo io non posso andare, per questo a volte si cena dove un bambino può sentirsi a suo agio, a volte no. Perché il figlio è mio e se loro non hanno figli un motivo ci sarà.

Capiscono che la mia vita è cambiata, che spesso è diversa dalla loro, mai semplice come mai semplice è la loro. Lo sanno senza che io parli sempre e solo di mio figlio: perché sono amici. Proprio come io so che, anche se la loro vita prosegue ad un ritmo diverso dalla mia, al bisogno per me e mio figlio ci sono. Come gli amici dovrebbero fare.

Amici che mi sono scelta e che mi ricordano cosa di bello ha davvero fatto nella vita: regalare a mio figlio degli zii speciali.

 

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2 Commenti

  • Rispondi Perdutapersempre 15 novembre 2017 alle 17:32

    Sei stata fortunata ad avere amici così comprensivi. Io sono stata in linea e ho fatto un figlio più o meno allo stesso tempo dei miei amici, ma le amiche single sono svanite, evaporate. Solo due resistono imperterrite, ma per motivi vari di lontananza e lavoro ci vediamo davvero poco, soprattutto nelle pause pranzo coincidenti, ma ci sentiamo spesso. Evviva i veri amici, la fortuna di trovarli e l’impegno per continuare ad averli.

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