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Ho un figlio di sei anni e, ora, mi sento molto più leggera

Post in collaborazione con habu.it

Qualche tempo fa mi trovavo seduta ad un tavolo di, per lo più, sconosciuti, quasi tutti senza figli e, pure, tutti più giovani di me. Si parlava di lavoro, di gestioni dei clienti, di libri, ma (te pareva), gira che ti rigira, ci siamo incastrati sull’argomento genitorialità. Io allora, forte anche del fatto che non avrei avuto un contradditorio di spessore, mi sono sentita di affermare che con un figlio di sei anni ero ormai fuori dal tunnel.

Ci ho ripensato molto a quell’affermazione che mi è venuta così, spontanea, nello stesso modo in cui, chi legge il blog e mi conosce un po’ lo sa, fino a qualche tempo fa, un anno al massimo, avrei affermato che io la maternità l’ho vissuta con un certo grado di fatica, per usare un eufemismo, altro che fuori dal tunnel e semplificazione.

Soprattutto perché non c’è niente di più lontano dalla realtà che l’affermare che con un bimbo di sei anni si è fuori da tunnel, però se io ripercorro la mia maternità è così che mi sento. Più leggera.

La verità è che quando sono rimasta incinta non avevo pensato, nemmeno per un minuto nella mia vita, alla maternità e quello dei bambini era un mondo alieno e ho fatto l’unica cosa che potevo fare, improvvisare. Ho messo un piede davanti all’altro, camminando su quello che mi sembrava uno sprofondo cercando di guardare un punto fisso davanti a me che, alternativamente, era rappresentato da mio figlio o dalla voglia di tornare quella di prima.

Poi, pian piano, le cose, per me, sono diventate più facili (non più semplici) e nonostante le difficoltà, gli imprevisti, il fatto che è tutto ancora solo una questione di improvvisazione, mi muovo meglio, più a mio agio, in questa nuova fase, solo perché, appunto, per me, gli anni che l’hanno preceduta, sono stati più che complicati. Non sapevo da che parte guardare un pannolino, a cosa servisse uno scalda biberon, se davvero il sacco nanna fosse indispensabile così proprio come dicevano, se mio figlio sarebbe cresciuto in salute anche senza un mangiapannolini per casa o un girello col quale muovere i primi passi, mei tai o marsupio, tiralatte elettrico e baby monitor.

Io vivevo sola, lavoro precario e relazione un po’ meno precaria (ma non troppo). Sono rimasta incinta e mi sono sentita persa, mille dubbi, mille paure con uno spirito di maternità praticamente non pervenuto. Insomma non ero pronta né sapevo come muovermi.

E non sapevo neanche a chi chiedere, ma me la sono cavata perché, poi, alla fine in qualche modo, mamme o non mamme, un modo per cavarsela lo si trova. Ma mi avrebbe fatto comodo una “guida” dove trovare, in ordine, confrontati tra di loro e recensiti tutti questi oggetti del mistero? Sì e ora c’è. Si chiama habu.it.

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2 Commenti

  • Rispondi Johanna 23 Luglio 2019 alle 13:55

    Anche i miei gemelli ora hanno 6 anni. A volte mi stupisco di quanto siano grandi e indipendenti.
    Ma poi tornano da me piangendo perché il fratello ha rubato un mirtillo dal piatto della sorella o perché non dormono senza coccole o perché si disperano perché vorrebbero il ghiacciolo all’amarena e non all’Arancia.
    6 anni: è quel periodo strano in cui a volte sembrano quasi teenager e a volte bimbi piccoli piccoli. 🙂

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 28 Luglio 2019 alle 10:42

      esatto, grandissimi e piccolissimi nel giro di pochi minuti.

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