Le interviste

Gioia Gottini, una mamma che coltiva (i tuoi) successi

Coltivatrice di successi. Così si definisce Gioia Gottini che si occupa  di branding e marketing al femminile. Mamma di due, ha come obiettivo aiutare le donne in proprio e lo fa attraverso strumenti semplici e sicuri. Una presenza in rete positiva e sorridente, in questa mammintervista ci racconta la sua attività tra rete al femminile e figli.

Gioia, com’è cambiato il tuo approccio al lavoro dopo le tue due maternità?

Diciamo che ogni maternità mi ha fatto un regalo diverso (io penso che ogni bambino arrivi con il suo pacco dono): la prima mi ha aiutato ad abbracciare il lavoro in proprio, per poter stare di più con mia figlia, la seconda invece mi ha aiutato a mettere a fuoco meglio cosa voglio fare e mi ha permesso anche di avere un piccolo studio tutto per me.

Come provi a conciliare le due cose: lavoro in proprio e famiglia?

Con molta flessibilità e successi alterni, con l’aiuto incalcolabile di nonni e partner, con ironia (senza quella è la fine) e dicendo anche qualche no. Non si può fare tutto, ma si può fare molto.

Aiuti le donne che hanno un progetto a mettere a fuoco i propri talenti. Ma tu da dove sei partita? Come hai capito quali fossero i tuoi?

Ah, mi ha aiutato proprio un bel percorso di Personal Branding: mi ha davvero cambiato la prospettiva e da allora è diventato uno dei miei cavalli di battaglia. Senza il PB secondo me è molto più difficile capire chi è e cosa si può fare al meglio.

Tre consigli, su tutti, da dare ad una mamma che sta rivoluzionando la propria vita, ha perso il lavoro, ma vorrebbe concretizzare qualcosa al difuori della famiglia?

Primo: fai networking come se piovesse: non restare in casa, cerca luoghi accoglienti e altre mamme/donne solidali. Secondo: investi su di te, sulla tua formazione, specializzati in qualcosa che ti piace e che vuoi fare. Terzo: studia la concorrenza per capire come fare e cosa puoi migliorare

Ci sei tu anche dietro alla “Rete al femminile”. Chiunque può entrare a farne parte?

Tutte le donne in proprio. È un network nazionale molto aperto, pieno di solidarietà. Gratuito. Le reti sono nel territorio e sono un esempio fantastico di collaborazione e mutuo supporto femminile.

È alle donne che ti riferisci principalmente. Ma ti è mai capitato di curare il personal branding di un uomo? Com’è andata?

Sì, un paio di volte, con amici. Funziona lo stesso, eh: dipende da quanto la persona è disposta a mettersi in gioco. Secondo me le donne lo sono di più, nella media. E io lavoro con loro perché penso che si meritano di avere successo, anche per fare scelte (personali, professionali) più libere.

C’è qualcosa di nuovo che bolle in pentola, un progetto appena annunciato. Ce ne parli?

Sì! Ho appena lanciato un club/scuola per donne in proprio, si chiama Boutique Business. Sono molto emozionata perché mi impegnerà per tutto il 2016, e il gruppo è davvero fantastico.

Domanda di rito: anche a Gioia capita, a volte, di essere una pessima madre?

Sì, o meglio: una madre imperfetta. Quando invece di guardare la capriola rimango a fissare lo schermo dello smartphone, quando annuncio “Devo lavorare” e mi chiudo in stanza, quando costringo il piccolo a tour de force perché devo andare a lavorare a Milano. Ma poi compenso. I bambini, per fortuna, non serbano rancore, sono i migliori insegnanti di Qui ed Ora.

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