Le interviste

Francesca Tasselli è la mamma di Week Hand, il festival umbro del fatto a mano

Francesca la conosco personalmente. La conoscevo anche prima che entrambe diventassimo mamma, ma prima non ci frequentavamo. Poi ci siamo trovate, come succede molto spesso, per caso, a parlare non dei nostri figli, ma dei nostri progetti lavorativi. Soprattutto del suo.


Sì, perché Francesca Tasselli è la mente che sta dietro a Week Hand, il primo festival del fatto a mano che, domani e dopo domani, per il secondo anno successivo, riunirà in Umbria (a Foligno) il meglio che il panorama artigianale offre in Italia.

Il festival riunirà per due giorni idee, talenti, sperimentazioni del mondo dei nuovi artigiani che avranno modo sia di esporre le loro creazioni che di partecipare a workshop dedicati. Senza dimenticare, naturalmente, l’offerta pensata per i più piccoli.

Naturalmente non potevo mammintervistarla e fammi raccontare il suo festival.
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Lavoravi nel mondo degli eventi anche prima, la maternità ha cambiato il tuo approccio al lavoro?
Lavoravo anche prima della maternità nel mondo degli eventi, ormai è dal 2008 che sono in questo mondo, ma dopo lo stop fisiologico che ho avuto dopo la nascita di Vittorio, mi sono scoperta più determinata e più pragmatica. Con meno tempo a disposizione, perdo meno tempo e riesco ad organizzarmi meglio, grazie anche ad una famiglia (Gianluca, papà e mamma) che mi sostiene sempre.

Com’è nata l’idea di Week Hand?
Week Hand nasce da una mia passione per la creatività e il mondo dell’handmade è questo. Poi un anno fa quando l’ho pensato, il terreno in Umbria era ancora fertile, non esisteva niente di simile qui, a differenze delle altre regione specialmente Nord Italia. Poi ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare con lo studio That’s Com che ha creduto in questo progetto e lo ha appoggiato. Grazie a loro ho realizzato questi due anni di festival, dal prossimo anno ci saranno dei piccoli cambiamenti che vi svelerò più avanti, per ora vi invito solo a venire a vedere.
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Sono molte le mamme si stanno avvicinando al mondo del crafter: come ti spieghi questo fenomeno?
Credo che come me molte donne che diventano mamma ovviamente cambiano. Cambiano approccio alla vita propria e quella del proprio figlio. Si riscopre spesso un amore verso il naturale. Molte donne, causa anche magari perdita del lavoro o altre necessità, sono quindi tornate a investire su se stesse, facendo a mio avviso bene, perché alcune stanno veramente facendo dei lavori straordinari, creando dei progetti e brand davvero spaziali. A Week Hand ne vedrete alcuni e rimarrete sbalorditi!

L’Umbria è una terra vergine per molte cose. Un progetto ambizioso quello di scegliere questa regione come location per il tuo festival. Ci sono stati riscontri positivi?
Ho scelto l’Umbria perchè è la mia regione e Foligno perchè la mia città nonostante sia oramai quasi 17 anni che vivo a Perugia. Ho pensato che però Foligno fosse davvero il luogo adatto per far nascere e sbocciare un progetto ambizioso come Week Hand. Speriamo che il tempo mi dia ragione, per ora posso dire che la risposta è buona e mi sento contenta, anche se si deve sempre migliorare. Sopratutto nella percezione dell’iniziativa.

Tu che rapporto hai con il “fatto a mano”?
Io non so fare nulla, lo ammetto. A casa neanche cucino e chi mi conosce bene, sa che anche lo svezzamento di mio figlio l’ha fatto Gianluca, lui è bravo e io no, mi limito a pulire… Amo però dare spazio e rilievo a chi sa fare, a chi è bravo con le mani! Mi consolo così essendo una pasticciona di natura.
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E ora domanda di rito: capita anche a te, a volte, di sentirti una pessima madre?
Si certo, specialmente in questi giorni, vedo pochissimo Vittorio e so che lui, a 2 anni e mezzo, necessita di ridere, giocare e passare molto tempo con me. E io con lui. Ma il bello del mio lavoro che a periodi così ne susseguono altri più calmi e da lunedì promesso, parco tutti i pomeriggi… no

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