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È la moda, bellezza

Io non sono di sicuro la persona più adatta a parlare alle giovani donne. Io con i miei desideri futili, le mie icone labili, le mie insicurezza che a trent’anni ancora passano anche per l’aspetto fisico, non sono certo l’esempio da indicare alle adolescenti.  

Io che potrei entrare in competizione con la stagista ventenne del mio Coinquilino (ho detto potrei, quindi calmi tutti). Io che ho i miei canoni estetici e nessuna intenzione di modificarli. Questi sono sostanzialmente anche un po’ il motivo per cui sono stata così felice di sapere che mio figlio sarebbe nato maschio. Non gli avrei dovuto insegnare a fare i conti con il suo aspetto fisico e né parlare in modo politicamente corretto di cellulite e rotoli di ciccia.

Però stavolta una cosa la voglio dire.

Io trovo la magrezza bella. Quelle che io considero come belle ragazze per un novanta percento sono anche magre, o molto magre. Nel limite del consentito, ma magre. Io trovo più bella la magrezza piuttosto che le forme. Questo è il mio canone estetico e non si discute. A me il corpo della modella che si è guadagnata la copertina novembre di Marie Claire non provoca disgusto. A me quell’immagine non stride, non fa venire il voltastomaco. A me non viene immediatamente da pensare se sia o meno anoressica. A me non provoca nessuna reazione indignata e sapete perché? Perché è la copertina di una rivista che si occupa di moda. 

A me viene solo da dire che è una modella.

E probabilmente camperà mangiando una carota e un’insalata al giorno, ma non m’importa, è il suo lavoro.

È la moda, bellezza.

Quello è il suo mondo e mi sta bene, ma sia chiaro: quello non è il mondo reale. No, no. Il mondo reale non è fatto per la maggior parte di taglie 38, nè di donne che si lamentano di essere troppo magre. Chi lo fa, si lamenta perché ha problemi di salute e questo è un altro discorso. Nella vita reale la taglia 38 non è normalità, lo è tra le riviste di moda, come una casa senza disordine lo è in un blog che parla di lifestyle. Per questo a me non indigna, nella stessa maniera in cui non indigna (quasi mai) leggere notizie di politica falsate in un quotidiano, che si sa, è schierato.  Quello che davvero mi fa indignare è che c’è chi parla di “sofferenza di ragazza magra”, dell’essere additate, derise perché non si ha un bel seno formoso.

Io non ho mai avuto un bel seno formoso, non c’è stato un solo compagno di classe che negli anni del liceo non mi abbia apostrofata ricordandomi che no, non rientravo nelle sue fantasie sessuali. Ma questa è sofferenza? No, la sofferenza è di chi è messa all’angolo perché troppo grassa, perché oggi, con quel fisico, con quella manciata di chili in più, non potrà andare da nessuna parte. La sofferenza è di chi esce dalla normalità del suo fisico, massacrandosi, per ottenere un corpo che non è di questo mondo, ma di quell’altro, quelle delle sfilate e delle carta patinata. La bellezza, care mie giovini donzelle, passa attraverso il fascino e no, non potremmo mai essere tutte così magre, perché quella, ripeto, non è la normalità.

Non ci credete? Chiedetelo all’estetista cinica che il mutuo se lo paga con la cellulite delle sue clienti.

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