Blog

Dieci cose che una mamma non dovrebbe fare ma fa (per sopravvivere)

Io alla maternità voglio sopravvivere. Per questo spesso scendo a compromessi con me stessa e con l’idea di educazione che avrei voluto dare a mio figlio. Quella che avevo prima di diventare mamma.

Scendo a compromessi e faccio cose che non dovrei ma che aiutano la mia salute mentale. Dieci cose che una mamma, io, non dovrebbe fare ma fa(ccio) per sopravvivere.

  1. Far dormire mio figlio con me, nel mio letto rinunciando alla mia indipendenza e ad una notte di sonno come si deve, ma senza dovermi spezzare la schiena nel suo di letto.

  2. Parcheggiarlo davanti alla tv quando ho finito la fantasia, devo lavorare o necessito semplicemente di cinque minuti di sacrosanti cazzi miei.
  3. Tirare fuori smartphone o tablet quando al ristorante la conversazioni tra adulti inizia a diventare insostenibile per le continue interruzioni da parte di quello piccolo.
  4. Minacciarlo, spaventandolo con la telefonata “da casa” al capo del collegio per piccoli dispettosi.

  5. Urlare come una pazza quando non finito la pazienza. E la calma. E il buonsenso nelle spiegazioni dei miei no.
  6. Dire di sì. A cose alle quali, solo cinque minuti prima, avevo detto che non avrei ceduto. Perché i no sono molto più stancanti dei sì.

  7. Mentire sul Carnevale. E su alcune feste di compleanno dei suoi amichetti dei quali lui non ha mai saputo l’esistenza solo per evitarmi pomeriggi sui gonfiabili.
  8. Concedere patatine e similia prima di cena solo per non privarsi dell’aperitivo casalingo. Dopo aver pontificato sull’importanza di un’alimentazione sana, corretta ed equilibrata.
  9. Ricorrere alla promessa del regalo facile. Quando non so più come convincerlo a fare qualcosa d’importante. Per me.
  10. Convincerlo che quella alla quale sto andando, in tacchi e rossetto rosso e di sabato sera, è una noiosissima cena di lavoro e che i bambini alle cene di lavoro si annoiano tanto. Ma davvero, davvero, davvero tanto.

Precedenti Successivi

Potrebbe Interessarti:

2 Commenti

  • Rispondi Kiara 6 novembre 2017 alle 17:10

    Ahahha, fantastico tutto il decalogo ma l’ultima mi ha proprio strappato una risata, bravissima!
    E non solo perchè la sento moooolto mia, ma perché scoprirai negli anni quanto le ingessate “cene di lavoro” perderanno mordente/credibilità e tu dovrai ingegnarti per trasmettere ad un pargolo sempre più sul pezzo il faticoso concetto de: “Davvero ci sono occasioni di svago di cui un genitore ha taaaanto bisogno, e ove non ti può portare, pena il tormento reciproco, ma non per questo la mamma non ti adora!”.
    Mia figlia ha 8 anni e credimi alle volte mi sembra di discutere con Kant.

    😀

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 10 novembre 2017 alle 11:48

      Ecco… non posso immaginare quando inizierà a filosofeggiare pure il mio.

    Lascia un Commento