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Di quando pretendo che mio figlio si comporti da adulto

Ho sempre pensato che i bambini andassero trattati da adulti, al riparo da vocine sceme e piccipicci vari.Ho sempre pensato che troppo spesso si liquida i bambini come “semplicemente bambini”, quando in realtà, secondo me, sono proprio dei “piccoli adulti”. Lo penso perché ogni bambino è diverso e trovo riduttivo, per i nostri figli, l’etichetta bambino. Sono persone uniche, piccole, ma uniche.

Ho sempre pensato, altresì, che non esistono bambini maleducati, ma bimbi male educati.

Perché si è stanchi, perché i no pesano più di sì, perché vedere piangere un figlio, anche solo a causa di un “banale” capriccio, non piace a nessun genitore.

Ho sempre pensato e penso ancora, ma penso anche che troppo spesso lascio poco spazio a mio figlio per fare davvero il bambino. Gli parlo come fosse già grande, dimenticandomi che andrebbe protetto dalle brutture del mondo il più a lungo possibile. Che non necessariamente tutto gli va spiegato per filo e per segno raccontandogli, magari, anche che la mamma è stanca e triste per qualche motivo che, per forza, sfugge, all’umana comprensione di un bimbo.

Che Babbo Natale non esiste, ma la magia di crederci è un dono per la vita.

Che la Luna non è un satellite ma un un’amica che rende le notti meno buie. Che i dinosauri esistono ancora da qualche parte, magari sotto forma di lucertola. Che c’è un tempo per tutto, ma quello di essere bambini ha le ore contate e di quel tempo ne andrebbe goduto al meglio.

Quindi mi chiedo quanto giusto sia privare i nostri figli di questo tempo, crescerli sapienti, composti, capaci di fare cose prima del loro tempo. Pensare che quello che piace a noi deve per forza piacere anche a loro.

Impedirgli di sporcarsi mentre mangiano un gelato (perché poi noi dobbiamo pulire).

Io, in casa, sono quella preposta a dire no, che è un po’ quello che faceva mia madre con me, riesco (più o meno) a tenere il punto e, quando non sono troppo stanca, a sostenere il braccio di ferro che può derivare dalle richieste di mio figlio. Io, in pratica, sono quella “cattiva mamma” come spesso dice lui e lo sono perché, appunto, ho sempre pensato che fosse giusto crescere bambini bene educati.

L’ho sempre pensato, ma ora non lo so se lo penso più.

Perché, mi dico, è davvero impossibile lasciare i nostri figli liberi di esprimersi e crescerli, allo stesso tempo, con dei valori e delle priorità? Perché, ancora, è davvero fondamentale, mettere tra questi valori cose come il rigore e il sacrificio?

Come al solito non ho una risposta, quello che posso dire è che in me, un’educazione simile ha solo contribuito al mio grande, grandissimo, atavico forse, di sicuro sempre presente, senso di colpa.

 

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4 Commenti

  • Rispondi Martina 12 giugno 2017 alle 13:47

    ciao cara,

    il rigore e il sacrificio aiuteranno tuo figlio ad affrontare le sfide della vita da cui si dovrà districare da solo… senza aiuto dei genitori o di altre persone.

    secondo me, il tuo senso di colpa deriva da altro… probabilmente da mancanza di autostima.

    Se non hai autostima (come la sottoscritta), dubiterai sempre di fare bene o male qualcosa e di conseguenza vivrai di sensi di colpa rispetto agli altri per aver fatto così piuttosto che cosà…

    io credo che in primis vada insegnato ai nostri cuccioli a credere in se stessi e nelle proprie capacità, saper scegliere le priorità essendo consapevoli che tutto non si può avere e ricordarsi sempre di portare rispetto per se stessi e per gli altri. Detta così sempre semplice vero? Hahaha!

    Tutto il resto, secondo il mio pensiero, come diceva non so più chi, è noia.

    un abbraccio!

    ps: purtroppo non sarà possibile preservare i nostri figli da errori o dal sentirsi inadeguati o sbagliati. Loro come noi dovranno affrontare i loro demoni cercando di uscirne con le loro forze e con il nostro aiuto se lo vorranno… E noi non dovremo sentirci in colpa perchè il non piacersi, il volersi prendere a pugni o il voler modificare il proprio comportamento sono fasi naturali della vita, indipendenti da tutto l’amore e l’educazione che i genitori possono aver dato.

  • Rispondi katia 13 giugno 2017 alle 14:42

    sai che anche io non lo so, Lucrezia..
    la mia Viola ha solo 7 mesi, ma già penso a come saprò/vorrò/dovrò educarla e la risposta sul come non l’ho ancora trovata! So solo che non vorrò essere come mia madre con me.. quando i no e i mi raccomando venivano sempre prima di tutto.. quindi io non mi sporcavo mai, non facevo mai casino, non mettevo mai fuori posto niente e dovevo pure prevenire le mosse degli amichetti che venivano in casa a giocare con me… devastante!
    Vorrei educare Viola al rispetto delle cose sue, di quelle degli altri e al rispetto soprattutto delle persone.. che le cose si ricomprano se si rompono, le persone no!.. quindi sto già pensando che quando sarà un po’ più grandina, in casa nostra, sarà istituito ufficialmente la giornata “pagiughina”, dove impasteremo dolci insieme, ci sporcheremo con i colori, creeremo formine con il dash e faremo tutte quelle cose che non ho mai potuto fare “perchè altrimenti si sporca casa!”..

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 14 giugno 2017 alle 16:48

      Non lo so nemmeno io… a giorni penso di saperlo e poi no, di nuovo navigo a vista

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