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Di mio figlio ho dimenticato tutto

Non mi ricordo più che odore aveva quand’era poco più di un batuffolino, quell’odore di latte e pelle calda che se gli infili il naso addosso ti stordisce di piacere.Non ricordo la morbidezza di quei piedini e di quelle gambette che ti sembrano la cosa più fragile che hai mai visto sulla terra. Il suono del pianto di un neonato non lo ricordo e quando sento un bambino piangere, adesso, tiro su la testa con un misto di fastidio e amore.
Non mi ricordo del dolore del parto, solo che quel dolore era al limite della sopportazione, ma la paura di averlo tra le braccia era ancora più grande. Non mi ricordo la sensazione che ho avuto nel vederlo, probabilmente non ne ho avuta nessuna, tanto ero stremata, stanca e impaurita. E lo so che è brutto dirlo, ma è così che è stato per me.

Non ricordo che significa dormire solo una manciata di ore a notte perché tuo figlio va allattato, poi cambiato, poi allattato, poi cullato. Ho dimenticato anche che cosa significa allattare, anzi, di quello me ne sono dimenticata subito, proprio come del greco antico appena finito il liceo. Ho dimenticato come si faccia a cantare ninnananne per ore, restare in piedi, camminando avanti e indietro intorno al letto, con un frugoletto in braccio che appena ti fermi inizia a frignare. Ho dimenticato l’angoscia della sua prima febbre alta, di notte, anche se conosco bene quella sensazione di impotenza che ti prende quando tuo figlio ti dice che sta male, tanto male.
Di giorno, mi dimentico dei mostri che hanno riempito la notte appena trascorsa e di quel sollievo che mi scioglie lo stomaco quando inizia ad albeggiare. Mi dimentico anche di quel pensiero fisso che mi prende quando lui non vuole dormire, e che mi fa urlare che io, così, non ce la faccio più.

Non mi ricordo più di quel tempo che scorreva lento, mentre la mia unica occupazione era prendermi cura di lui, tenendolo appoggiato a me, diventando una cosa sola con lui, senza sapere che ora, né che giorno fosse. Non mi ricordo di quella tenerezza, immensa, di quel corpicino in miniatura. La paura di non essere all’altezza, di non sapere come tenerlo e che, all’improvviso, scoppiasse a piangere lasciandomi inerme.  Ho dimenticato il suo primo bagnetto che però ricordo nel riflesso di tanti altri, quella sensazione di spezzarlo, che mi sfuggisse dalle mani, la titubanza di infilarlo nell’acqua troppo calda o troppo fredda, chissà.
Ho dimenticato della pace che scendeva in casa quando lui si addormentava e io pure, dibattuta costantemente tra il desiderio di fare altro e la necessità di chiudere gli occhi e cedere alla stanchezza.

Io sono una che dimentica tutto, perché vivo di corsa, difficilmente assaporo la vita, perché ho fame solo di quello che verrà dopo. Gli attimi mi scivolano addosso e mio figlio cresce accanto a me senza che io me ne accorga. Non mi accorgo che mi sto perdendo il meglio anche se, di certo, c’è una cosa che non ho dimenticato. Non ho dimenticato le sue risate, quelle che partono dalla pancia e coinvolgono anche a me, fino a scuotermi e riempirmi di meraviglia.

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5 Commenti

  • Rispondi Girandola Precaria 18 maggio 2016 alle 21:12

    Stringo i denti sperando che crescano in fretta, perché possa finalmente respirare un po’. Poi riguardo le foto e non le riconosco e mi chiedo “cosa facevo quando aveva due, tre anni?” e presa dai sensi di colpa mi rispondo “lavoravo!”

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 18 maggio 2016 alle 21:16

      Quanti anni hanno i tuoi figli?

      • Rispondi Girandola Precaria 18 maggio 2016 alle 23:57

        3 e quasi 7.
        Quando stavamo “svoltando” con la prima, è arrivata la seconda… Un errore molto comune! 🙂

  • Rispondi serena 19 maggio 2016 alle 12:11

    Anche io ho dimenticato e mi dispiace, ma penso sia normale. Cioè non ho dimenticato veramente, ho la sensazione di momenti struggenti e contemporaneamente sfiancanti, ma come fosse un momento unico durato 6-9 mesi. Quando vedo bimbi molto piccoli mi viene un desiderio struggente di piedini e manine, di giornate senza tempo (o con tempo “rallentato” se vogliamo) ma poi penso che vada bene cosi’ e cerco di ricordarmi quotidianamente di godermi i miei bambini ORA in questa loro età attuale. Perché anche io vado sempre troppo di corsa (la parola ricorrente, purtroppo, a casa nostra è “sbrigati”)e ho paura che in questo correre mi dimentichi di soffermarmi ogni giorno a osservarli nelle loro sorprendenti conquiste, soprattutto ora che sono due.

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 19 maggio 2016 alle 15:19

      sì, hai ragione, io però a differenza tua non provo desiderio struggente, anzi. quel periodo lì è stato il più difficile e non cambierei con nulla quello attuale, con bimbo di tre anni 🙂

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