desiderare di avere un figlio? Ultimamente mi faccio spesso questa domanda. Mi chiedo come sarebbe stato programmare, aspettare, calcolare. Mi chiedo come sarebbe stato scoppiare di quella felicità che ho visto in tanti visi accanto a me ma che non era mia. Mi chiedo come sarebbe stato innamorarsi di quella pancia che io volevo solo nascondere sotto abiti sempre troppo stretti. Mi chiedo come sarebbe stato entrare in sintonia con quel bambino dentro di me, come sarebbe stato riuscire ad amarlo fin da subito. Mi chiedo come sarebbe stato non sentirsi in colpa perché una gravidanza ti rende fragile, ti mette da parte, ti costringe a stoppare i tuoi progetti. Mi chiedo come sarebbe stato avere un figlio fra quei progetti.
Io non mi sono mai immaginata mamma. Cioè non è che non volessi una famiglia ma vedevo la cosa parecchio lontana negli anni e la mia gravidanza, perfetta perché senza un malessere, me la sono trascinata dietro tra mesi di angoscia. Mesi che ho vissuto come una punizione, mesi che ora mi fanno sentire davvero una pessima, pessima madre.
E, invece, penso che sarebbe stato bello desiderarlo quel figlio, desiderare quella gioia immensa dalla quale io mi sono difesa con tutta me stessa. E penso che ancora una volta ho perso la possibilità di godermi la felicità che mi spettava. Ancora una volta ho avuto paura di essere felice.
Oggi è così!



39 Commenti
Io l’ho cercato invece un figlio, ma come te non ho avuto quella gioia infinita dell’attesa, non ho mai sentito quel trasporto, quel desiderare solo di godermi la mia pancia, io continuavo a lavorare, andare in palestra avere la mia vita e mi sentivo in colpa, credevo di non amarlo abbastanza di non desiderarlo abbastanza.
Non sono mai stata una “mamma”, o almeno non mi ci sono mai sentita completamente. Io volevo continuare ad essere io quella che non aveva bisogno di nessuno che ce la faceva da sola…
Se vuoi saperlo….mi sono sempre sentita sbagliata
come ti capisco. io mi ci sento ogni giorno. da sempre!
perché sentirsi sbagliate? Perché, invece smettere di crogiolarsi in sensi di colpa davvero ingiustificati (non è detto che una mamma che non sia “madre per vocazione” non sia ugualmente un’ottima madre), non godersi le gioie che comunque i figli portano. “Qui e ora” è il motto giusto, assolutamente ingiusto e faticoso da vivere è invece il “se avessi”. Un bacio affettuoso!!!!
Grazie per le tue parole. Vere oltre che belle. Grazie davvero
come vi capisco! io il figlio lo volevo e l’ho cercato (senza particolare insistenza in verità), ma quando ho visto il test positivo mi è letteralmente preso il panico. e ho vissuto la gravidanza quasi negando il mio stato. odiavo le persone che mi toccavano la pancia, odiavo chi mi trattava come un’invalida, odiavo quei vestiti che dovevo mettere (e che ora ho dato via con grande soddisfazione!). quanto avrei voluto viverla diversamente! e quanto avrei voluto incontrarvi prima, in modo da non sentirmi così sbagliata! ma sono fatta così, bisogna fare i conti con quello che siamo e inventarci il nostro modo di essere mamme. che non è che quello che fa e dice la maggioranza è giusto e il resto è sbagliato, eh?
sottoscrivo le tue parole. e l’odio per tutti quelli che mi toccavano la pancia (sono stata la donna gravida più antipatica e odiosa del mondo, in verità)
Anche per me è stato così, e prima o poi lo metterò nero su bianco. Io non volevo avere un figlio, mi ero lasciata convincere dal mio uomo. Ho pianto per mesi, da sola davanti al computer, mentre non riuscivo neanche a lavorare. Ho detto ad alta voce “Questo bambino io non lo voglio!” e mi hanno risposto che ero strana, che non ero “normale”. Poi è nato Davide, e la prima cosa che ho pensato era che fosse davvero brutto. Tutti mi chiedevano se fossi felice e io non riuscivo neanche a mentire. Non ero depressa, solo che non volevo essere madre. Mio figlio ha pianto come un pazzo per tutto il suo primo trimestre di vita. Mi dicevano “le coliche!”, ma io sento che non è così, penso sempre che sia stato il mio rifiuto a renderlo così disperatamente infelice. Poi, piano piano, qualcosa è cambiato. Adesso, come ho già scritto più volte, lo amo perdutamente, al punto da chiedermi se non sia troppo! Forse è una compensazione, o forse no, chi può dirlo. So solo che a volte penso che dovrei fare un altro figlio per darmi una seconda opportunità. Non pensare a ieri, Lucrezia! Pensa alla donna che sei adesso, alla persona che hai davanti e alla madre che stai diventando.
mi hai commossa a tua volta perché mi sono rivista in quel pianto davanti al computer. E in quel “questo bambino non lo voglio”. E,a volte, quando lo guardo mi sento così in colpa che ancora mi viene da piangere.
io il pupo non l’ho cercato. certo manco evitato come la morte… era una possibilità ma che sentivo piuttosto remota. e all’inizio non ero molto convinta che fosse il meglio per me. però oggi vedo una mia cara amica non riuscire ad avere questa gioia che mi è capitata. e penso che non sempre si capiscono le fortune che ci capitano, ma non è un problema: basta che una votla capito ne facciamo tesoro. non sei una pessima madre solo perchè avevi paura che tuo figli oti avrebbe stravolto la vita. cosa che tra l’altro è solo verità!
hai ragionissima, soprattutto per il fatto che anch’io ho conosciuto persone che desiderano tanto un figlio. e che mi hanno fatta sentire (senza volerlo) ancora più in colpa.
Io l’ho voluta. Desiderata. Cercata. E amata da subito. Ma sono nella vita di tutti i giorni una pessima mamma come ben sai. 😀 Per cui credo che cambi poco alla fine. L’amore per il tuo Pietro, si sente da ogni parola che scrivi nel tuo blog. Tutto il resto non conta.
ps: puoi sempre metterti a cercare il secondo per provare le gioie che ti sono mancate! 😉
col secondo non sarebbe lo stesso! e non ci penso nemmeno lontanamente (per quando i figli unici concettualmente non mi piacciono nemmeno un pochino)
io invece son quella che l’ho desiderato, scoppiavo di gioia etc… se può consolarti questo non mi ha assolutamente messa al riparo da sensi di colpa, angosce, difficoltà varie ed eventuali!
e sto iniziando a superare solo ora, dopo un anno, il complesso di “invidia della pancia”, per cui sto cominciando ad accettare il fatto che quella parte è finita e posso conciliare l’essere mamma con l’essere donna.
è stato un anno durissimo da questo punto di vista…
Non mi consola ma forse un po’ sì. Sapere che non sono l’unica che ha passato un durissimo anno mi fa sentire meno sola 🙂
Sono incappata per caso in questo tuo post che mi ha fatta riflettere. Io sono una di quelle che si è posta molte domande in gravidanza, con molta paura di dover “rivoluzionare” tutto. Perchè un figlio ti cambia la vita e questo lo capisci subito ma magari la tua vita ti piace così com’è e…chi può dire come sarà il futuro?
Oggi col senno di poi posso dirti che come te se tornassi indietro eviterei di farmi paranoie, ma indietro non si può tornare e poi…chissà magari se avessi un’altra gravidanza avrei nuovi stupidi timori!
La mia vita è cambiata certo ma io continuo a essere io e molti miei timori si sono solo rivelati ingiustificati. L’ultimo? Siamo tornati da poco da un viaggio ai Caraibi in tre. La stessa rotta l’avevo percorsa con la pancia e mi ero fatta mille paranoie pensando che non avrei viaggiato più…e invece… E questa è solo una delle stupide paranoie che mi hanno “attanagliata” in gravidanza e non mi hanno permesso di godermi in pieno quei mesi…
Come vedi non sei la sola a non aver visto solo “i fiori” nel tuo pancione che cresceva, l’ignoto fa paura, poi lo si conosce e…a volte si finisce con l’innamorarsene!:)
ecco, quello dei viaggi è un cruccio grande, ma grande. tanto che preferisco non partire perché tutta la fatica che mi viene in mente nel pensare di portare il Nano mi fa passare la voglia. ma sbaglio. e la pigrizia la devo imparare a combattere.
Beh dai Lu, puoi recuperare con il secondo che dici?!?! 😉
mi sa che rimarrò col dubbio. sarà meglio 🙂
..ops, ho letto solo adesso i commenti precedenti… comunque a me l’idea del secondo figlio prende tanto, (al coinquilino NO, ma lui ne ha già altri 2 da una precedente relazione)ma è solo l’ idea del pancione che ho voglia di riavere, di sentire questa vita che cresce, i calcetti, ….ecco, forse mi manca il pancione, i primissimi momenti quando nascono e sono lì inermi, piccoli piccoli…..poi sì, in effetti sono un ” lavoro” continuo, anche quando hanno 12 anni!!!!! E sono un lavoro fisico e mentale continuo….. Il coinquilino per amore mi ha dato una creatura stupenda e io per amore rinuncio al secondo e forse un pò mi nascondo dietro all’ idea che sono un “lavoro continuo” per azzerare la voglia di farne un altro….Però l’altra sera il mio LUI mi ha detto che non vede l’ora che la cucciola sia grandina abbastanza per andare finalmente a farci qualche week-end solo noi due…e in effetti a noi ci manca tanto essere coppia… sono e siamo stati catapultati subito ad essere una famigliastra(io ho acquisito così di botto 2 bimbi di 5 anni….)e il tempo per NOI era pochissimo come lo è adesso…. e forse qualche viaggetto ce lo meritiamo!!!
Non è detto che non gli venga voglia fra un po’. Intanto goditi quelli che hai che (figliastri o no) mi sembrano già un bel daffare. Per la vita di coppia, credo che a volte cercare di trovare il modo di starsene un po’ soli, non può che farci bene. E fare bene anche ai piccoletti.
Tu pensa che mentre spingevo urlavo all’ostetrica “e se non gli vorrò bene?”. E dopo che è nato, quando mi chiedevano al telefono “dov’è Diego” io rispondevo “nella sua cuccia”, convinta che fosse un cane… Non l’ho cercato nemmeno io, nè il primo nè il secondo e a volte rivorrei la mia libertà, la mia pancia piatta, e tanto altro ancora, ma li amo alla follia, pur essendo una pessima madre in tante cose. E va ben così. Loro mi amano per quello che sono , spero!
ci sono giorni in cui va benissimo e giorni no. Ma credo facciano parte del gioco anche quelli.
per curiosità: cosa ti ha risposto l’ostetrica?
Visto che pur’io mi son fatta fuori di sensi colpa per il rifiuto totale che ho avuto appena nato Pesciolino lancerò una provocazione: ma se essere madri fosse proprio questo?
Voglio dire ma chi ci crede a quelle che dicono di essere solo felici? (io non più)
Se essere “madri perfette” volesse dire proprio affrontare tutto questo marasma di amore/odio/accoglienza/rifiuto che sei costretta a vivere tuo malgrado?
Se fosse solo una pia illusione quella della maternità vissuta serenamente?
Perchè io ad esempio mi sentivo benissimo mentre lo aspettavo ed ero contenta, si, ma anche terrorizzata e lo abbiamo cercato,ok, ma quando ho visto il test mi è venuta una sincope e ho pensato”la mia vita è finita” e quando è nato…bhè… diciamo per essere gentili che non è stato esattamente un anno facile quello che ho appena passato.
Io credo che siamo noi le madri perfette. Quelle che tra mille paranoie e timori e ansie e smadonnamenti comunque ci sono e stanno li e amano i loro figli nonostante tutto.
Un abbraccio collettivo,
V
Come ti ho già scritto, questa visione mi piace parecchio. e mi stimola. credo che ci scriverò qualcosa su 🙂
Grazie
Lucrezia come vorrei abbracciarti forte oggi. Fai così, vai da una persona lí accanto a te e dille: ciao scusa, c’è un’amica che oggi vorrebbe abbracciarmi ma non può farlo e io ne avrei davvero bisogno, puoi farlo tu al posto suo?
Ecco questo dovrebbe rendere la tua giornata abbastanza interessante e distrarti un po’.
Io volevo dirti che capisco i tuoi se e i tuoi ma, davvero.
Però, come avrai giá colto leggendo gli altri commenti, una gravidanza cercata, voluta e ben vissuta non è assolutamente garanzia di successo.
La depressione post partum è stato, davvero, l’inferno per me e lui ma nei momenti di luciditá mi rendo conto che più di così non potevo e non posso fare e tutto sommato mi pare di avere uno Gnomo sereno.
E tu hai un Nano amato e curato, sei una brava mamma. Dillo a te stessa ogni tanto.
Ps: che meraviglia questo luogo magico che hai creato in cui ci si sente normali e non giudicate.
Tu sei troppo cara. Davvero troppo.
Io l’ho voluto, cercato. E’ arrivato in poco tempo. Mi sono goduta i mesi con la pancia fantasticando su quel bambino che avevo in me e pensando a come sarebbe stato. E ovviamente vedevo solo rose e fiori: un bambino angelico. Mai il mio bimbo avrebbe fatto come quello degli altri, mai un pianto fuori luogo, mai un capriccio, mai e poi mai si sarebbe gettato a terra urlante per un mio no. Adesso, che cominicia a dimostrare il suo vero carettere, a volte mi viene da pensare che non è il figlio che avevo desiderato…allora, forse, non sarebbe stato meglio non averlo desiderato?
Poi questo momento passa, e mi viene da sorridere pensando che sono proprio le sue urla, la sua testardaggine e il volere affermare la sua volontà a tutti i costi, a renderlo umano e vivo, e non una fantasia! 😀
E chi vorrebbe un figlio senza carattere? Dico solo che è difficile. Tanto difficile. Mentre a volte è proprio facile e allora fai una bella scorpacciata di positività che prima o poi ti tornerà utile
quindi…allora…ehm…argomento spinoso.ti dico solo che io per sta storia di sentirmi sempre non all’altezza del ruolo materno sto andando dalla psicologa, dopo due anni e mezzo ho capitolato e deciso che avevo bisogno di un aiuto specifico per fare un po’ di luce e scoprirmi meno pessima e soprattutto meno paurosa. le prime parole che ho detto a mio figlio appena uscito da me sono state: “scusami”…dopo 9 mesi fatti di negazione, rifiuto paura ansia, e io l’ho cercato quel figlio. non lo so spero che qualcosa cambi…in me soprattutto, cio sto lavorando. e anche se mi sento spesso una pessima mamma lo sai cosa mi risponde Ema quando giocando lui mi dice: “dai piangi?” e io gli dico: “no piangi tu”, lui mi risponde: “no non piango pecchè sono felice”, ecco boh…che dire?anna
credo che alla fine se loro sono felice tutte le altre domande sono superflue. ma resta ugualmente maledettamente difficile non farsele. Ti abbraccio
Magari ti rifai col secondo!!! 😉
Io il mio lo desideravo da tempo ma non era mai il momento giusto…
Poi, trasferiti da soli 6 mesi, io con un lavoro iniziato da poco e precario, e lui con un permanente che sarebbe iniziato da li a poco, abbiamo provato ad averne uno (pensavamo che chissà quanto bisognasse privare…) e zak! É arrivato subito! Minchia! Son rimasta incinta nel giro di pochi tentativi!!! E me la son goduta tutta la pancia!!! Malgrado le nausee e I vomiti che non mi hanno mai mollato…
La domenica mattina era il photo day per vedere quanto era cresciuta sta pancia… Che bei ricordi!!!
Ho lavorato fino all’8 mese, avrei continuato anche un altro po ma il mio ragazzo non voleva e a lavoro pure non mi volevano piu, li ad incollarmi scatole di vestiti e manichini, strisciare x terra x sistemare i capi…con quella panza… Bei tempi! Peccato sia una esperienza che dura solo 9 mesi (fortunatamente) e irripetibile… La pancia a me cmq non manca affatto!!! Ed é stato un periodo in cui sono stata benissimo con me stessa! Gli unici mesi della mia vita!!! Ahahah!!!,…forse in menopausa sarà lo stesso…
Sì, dai, un’esperienza positiva ogni tanto ci sta bene. Anche qua.
Un bacio a quel paperotto
Capita anche di cercare una gravidanza assieme al partner, decidere che è il momento giusto per un figlio, restare incinta al primo tentativo e passare da sole tutta la gravidanza perché il padre non vuole che se ne parli, per 9 mesi non ti tocca mai la pancia e tu vedi i vostri amici che invece parlano del futuro, i padri che fanno le coccole alla pancia delle mogli, si rivolgono al bambino dentro, e tu no, sei esclusa da tutto questo non sai perché. Poi nasce il bambino, il primo bimestre tutto bene, poi di nuovo il partner cambia, ti lascia sola, tu passi le notti in bianco perché il bambino non dorme mai e il padre dice “tu sei j casa a fare un cazzo, io vado a lavoro quindi tu dormi di là con lui e il fine settimana prima delle nove non permetterti di venire a svegliarmi perché io, poverino, sono stanco, più stanco di te che dormi se va bene 4 ore a notte e neanche di seguito. Io devo prendermi i miei spazi e le mie ore di sonno, tu no perché tanto hai perso il lavoro, sai che fatica stare a casa col bambino da sola senza aiuti senza poter dormire” e questo è il ritornello per tre anni, tre lunghi anni di solitudine, di privazione di sonno, di impotenza di fronte a un marito che prende e si fa i cazzi suoi, lo sport, le birre la sera, le uscite il weekend
Io inizialmente pensavo che ce l’avrei fatta da sola, cercavo di “non pesare” e di tenere “il peso” solo per me. Mi ci è voluto tempo per capire e ho capito grazie alla fortuna, perché questa è stata la mia fortuna, di avere accanto un uomo che quel bambino lo voleva. Questo non significa che, comunque, alcuni compiti poi, inevitabilmente, ricadano sulla madre ma la comprensione e la condivisione almeno mentale delle fatiche è d’obbligo. Mi dispiace molto leggere queste righe. Non so se è tua esperienza o meno ma non importa, spero solo che il lui in questione capisca presto quanto tempo ha perso e quanto male ha fatto alla sua donna.
io sono alla 30 settimana. questa gravidanza non l’ho cercata. è arrivara nel momento sbagliato e ancora non l’accetto. non ho voluto prendere in considerazione l’aborto ma ancora oggi mi sono pentita. ero in cura per la depressione ed ho dovuti staccare di botto la mia terapia. mi ero ripresa da poco ed avevo ricominciato a lavoricchiare dopo anni.
ho paura della nascita di questo bambino perchè non penso che sia la fine di un brutto periodo ma l’inizio di uno ancora più brutto che non avrá fine. secondo gli intimi appena nascerá succederá il contrario. mi sento ingrata nei confronti di chi desidera un figlio e non arriva ma questo non cambia il mio pensiero. anzi mi ritrovo a chiedere alla vita perchè a me e non a chi prega ogni giorno per questo.
io ti posso solo dire che anch’io pensavo che tutto sarebbe finito, ci vuole buona volontà, è vero, ma non finisce un bel niente. A volte è dura, altre no. Di sicuro quello che un figlio ti regala sono le priorità, mettendole in ordine e facendoti capire davvero cosa conta. Coraggio. Ti abbraccio.
Grazie. Grazie per condividere questi pensieri. Mi sento lo stesso in colpa, ma almeno so di non essere sola.:*
Grazie a te perché li leggi 🙂