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Cinque frasi sulle mamme che ogni volta che le sento mi fanno venire l’orticaria

Ha fatto un figlio e poi lo fa crescere ai nonni. La seconda parte della frase, della quale ho lungamente parlato in questo post, è solitamente infarcita di aggettivi come egoista, pessima, degenere, individualista e dita giudicanti a profusione. Sempre solitamente, la frase viene buttata là, a casaccio, anche (e soprattutto) quando non si conosce la storia lavorativa e personale della mamma che magari (magari, eh) cerca solo di sbarcare il lunario e annega nei sensi di colpa nel vedere il proprio figlio affezionarsi più alla nonna che a lei. O magari, ancora più semplicemente, vuol farsi due ore di cazzi propri.

Ha fatto un figlio e pensa di poter fare la vita di prima. Ecco, quello della vita di prima è un mito da sfatare perché dopo i figli niente è più come prima. Né meglio, né peggio (o almeno, per qualcuno meglio, per altri peggio), ma molto diverso. Questo non significa, però, che dopo un figlio non si possa più viaggiare, uscire da sole, divertirsi, fare sesso, shopping o depilarsi in pace. O desiderare di farlo. Magari qualche mamma, dopo la gravidanza, non sentirà più l’esigenza di fare quello che faceva prima, semplicemente perché a lei va bene così. Rispettabilissimo. Rispettabilissimo anche il contrario, però.

Ha fatto un figlio e ora “si è lasciata”. Sì, perché ci avete mai pensato che possono essere proprio i figli la causa di un allontanamento nella coppia. Non per colpa loro, per carità, ma dopo i figli la coppia cambia, non è più quella di prima e ci vuole spirito di sacrificio, volontà di scendere a compromessi, pazienza e tanto amore (che però da solo non basta mai) e non tutte le coppie ce la fanno a sopravvivere ad uno tsunami che arriva a stravolgere la loro esistenza e la loro intimità. No, non tutte le coppie hanno questa fortuna. E no, stare insieme solo perché si ha un figlio non è mai la scelta giusta, nemmeno per il figlio. Fidatevi, ho una certa esperienza in merito.

Ha fatto un figlio per lasciarlo figlio unico. Come se fare un figlio solo fosse un crimine ai danni dell’umanità quasi pari al fatto di non farne proprio di figli. Ai miei amici senza figli che mi dicono che i figli unici sono tristi rispondo che si sbrigassero loro a “sfornare” amichetti per Pit. A chi, invece, dice che dovrei pure affrettarmi a farlo ‘sto secondo che poi fra tre anni sei fuori dal tunnel per sempre rispondo che grazie, ma io preferisco esserne fuori molto prima. Per questo, mi ripeto, a te che mi chiederai: “Quando lo fai il secondo” sappi che da ora in poi risponderò “Mai. Mica sono scema. Già ti ci vedo poi a chiedermi quand’è che faccio il terzo“.

Ha fatto un figlio pure lei che non era pronta. Perché, vi chiedo, siete davvero convinti del fatto che c’è un momento nella vita in cui si è pronti per mettere al mondo una vita, un essere umano del quale saremo responsabili per tutta la vita, che ci “condanna” ad un amore infinito che, nel bene o nel male, stravolge per sempre la nostra esistenza?

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5 Commenti

  • Rispondi Martina 5 dicembre 2016 alle 14:03

    buongiorno carissima,

    bellissimo post, come sempre.
    ti lascio il mio pensiero sui punti che mi hanno colpita di più.
    Tralasciando il numero 1 di cui già ti scrissi nel post dedicato, merita a mio avviso una grande riflessione e soprattutto diffusione d’informazione il punto 3: attenzione, l’arrivo di un figlio mette a dura, durissima prova la solidità di coppia!!
    Questo aspetto della maternità non lo avevo mai calcolato… o meglio, pensavo che i problemi di coppia si riducessero al minore tempo che si può dedicare l’uno all’altra e come difficoltà, mi sembrava relativamente facile da superare.
    Mentre invece non è così. O meglio, non c’è solo questo tipo di difficoltà.
    Per quanto mi riguarda durante il primo anno di vita del mio bimbo è stato molto difficile ritrovare la sintonia di coppia con il mio lui… Complici mancanza di sonno, coliche del cucciolo giorno e notte, allattamento portato avanti con gioia fino a 9 mesi ma comunque sfibrante etc etc… Siamo arrivati al punto dove non ci si poteva più dire nulla senza correre il rischio di litigare. Poi fortunatamente, con l’arrivo dell’estate, delle ferie e con il dialogo, le cose si sono sistemate.
    Però è giusto sottolineare che non sono tutte rose e fiori e ora capisco quelle coppie che non riescono a reggere il peso della nuova vita perchè purtroppo come dici tu: “il solo amore non basta”.
    punto 4: la storia del figlio unico. io sono figlia unica e avrei tanto desiderato un fratello o una sorella. ammetto che risento di questa “solitudine” e avrei adorato avere al mio fianco una persona con cui condividere gioie e dolori della vita. Però. Però: io sono io e per fortuna non siamo tutti uguali. Tutti lì a sentenziare cosa è meglio per te e per tuo figlio ma la verità è che ogni persona è a sè stante e per quello che ne sappiamo magari tuo figlio sarà super felice di essere figlio unico e saprà circondarsi di amici e persone care senza bisogno di legami di sangue (che tra l’altro si sa, non sempre sono i più apprezzati).
    Buon pomeriggio!

  • Rispondi Kiara 12 dicembre 2016 alle 18:54

    No vabbeh, ma da standing ovation! Ti ho scoperta da poco ma mi sa che mi scrollerò da qui a fatica: bellissimo post e bellissimo blog, complimenti!

    PS. Io alla fatidica “A quando il secondo?” ho preso l’abitudine di rispondere: “No, grazie, passo direttamnte al dessert”. Chi non mi toglie il saluto, di solito mangia la foglia e non me lo chiede più 😉

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 14 dicembre 2016 alle 10:20

      Grazie. Ti rubo la frase 🙂

    • Rispondi Erika 5 giugno 2017 alle 18:47

      Bellissima la risposta passo al dessert io ho un bimbo di 20 giorni e tutti a chiedere quando fai il secondo…il prossimo che si azzarda lo meno!

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