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Chi ha detto che un figlio unisce la coppia, con molta probabilità non aveva figli

Quando c’è l’amore c’è tutto. Ah sì? Ne siete certi, certissimi? Bene, non avete figli. Oppure avete un sacco di tate per casa che vi aiutano ad avere ancora un po’ di tempo da dedicare l’uno all’altro.Quindi no, dopo i figli, senza tate, l’amore non basta perché le cose cambiano, eccome se cambiano.
Tipo:
il contatto. Vi racconto una breve storia triste che intitolerò: “Contatto di coppia dopo i figli”. Svolgimento: “Amore hai un brufolo grande grande, aspetta che te lo schiaccio, stai fermo, aspetta, dai solo un attimo, ho fatto, ho fatto. Ecco“. Fine della storia.
I viaggi. Prima i vostri viaggi erano all’avventura, due o tre cosette in valigia, tanto bastiamo noi e le meraviglie che incontreremo, scarsa organizzazione, molta improvvisazione. Ora i viaggi sono studiati, programmati al dettaglio pensando sempre prima all’esigenze di quello piccolo. Le valigie si iniziano a preparare una settimana prima e quella che era una fuga folle per una serata al Panorama Bar, diventa una settimana allo zoo (magari non a quello di Berlino).
Le parole. Genitori, quand’è che avete parlato a lungo, in tranquillità, senza essere interrotti, di un argomento che non fosse legato ai vostri pargoli? Tipo, chessò, ricordarvi perché vi siete piaciuti, oppure raccontarvi che cosa è successo durante la giornata al lavoro? O sviscerare un problema che vi affligge mentre l’altro vi ascolta con due orecchi e vi guarda con due occhi?
Con un figlio piccolo in casa l’altro vi ascolterà, ma lo farà sempre un con un orecchio e un occhio forzatamente dedicato ad altro.
Il relax. Funziona così, finalmente la giornata è finita, quello piccolo è in pigiama e voi decidete di vedere un film sul vostro comodo divano nuovo. Vi sistemate, scegliete il film, premete play e: “Mammaaaaaa acqua, biscotti, gioca con me, prendimi in braccio, voglio vedere la televisione, ho fame, ho sete, pipìììì“. Nella migliore delle ipotesi la questione si risolve mettendo il pargolo a tacere davanti ad un telefono o ad un tablet.
La complicità. Ora avete un obiettivo comune e un terremoto dal quale difendervi (si fa per scherzare, si fa). Si sa che in situazioni di pericolo ci si avvicina, o no?
Vi dico solo una cosa, una ne ho capita e generosamente ve la scrivo qua: l’educazione di vostro figlio dipenderà soprattutto da quanto riuscirete ad essere compatti e complici nelle vostre decisioni che lo riguardano, nei sì e nei no. Mettetevi d’accordo prima, parlatene in separata sede, litigate su cosa è giusto e cosa sbagliato perché lo farete, avoja se lo farete. E poi esercitatevi ad essere complici davanti a lui. Il resto viene da sé.
Ma tanto voi sapevate già tutto.
Come dite?
Non lo sapevate?
Ops.

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16 Commenti

  • Rispondi Nia 26 maggio 2016 alle 11:54

    Noi ci proviamo a non contraddirci davanti ai figli, poi ci scanniamo in separata sede, ma almeno ci proviamo

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 26 maggio 2016 alle 11:56

      Ovviamente, anche noi. Ci scanniamo. In separata sede (e non sempre in separata sede)

  • Rispondi Anna 26 maggio 2016 alle 14:45

    Ti do la mail di mio marito…gliela puoi spedire? Che a volte penso che il cordone ombelicale lo abbiano tagliato a me e attaccato a lui. Anna

  • Rispondi Marta 26 maggio 2016 alle 14:51

    Noi siamo genitori da 20 giorni e già mi viene l’ansia per quello che ci attende… ti prego dimmi che ci saranno gioie, soddisfazioni, risate, una vita….

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 26 maggio 2016 alle 14:57

      dai, su, non fare così. e non mi guardare con questi occhioni.

      si sopravvive, si ride, si piange. l’importante è non pensare di essere gli stessi di prima, gli equilibri cambiano e anche noi dobbiamo in parte adeguarci. andrà tutto bene, noi pessime madri ti aspettiamo qua.

    • Rispondi Caterina 27 ottobre 2016 alle 9:15

      Anche noi genitori da soli tre mesi! Capisco benissimo come ti senti, ma ti posso dire che già a tre mesi dalla nascita la situazione è migliorata moltissimo! A mio parere la difficoltà maggiore nel diventare genitori sta nell’accettare il cambiamento, senza continuare a guardare indietro e a fare paragoni con il “passato” (cosa che faccio puntualmente e mi crea non poca ansia) ma cercare di ricostruire dei nuovi equilibri …e ricordarsi sempre che ci vuole tempo per adattarsi ad un cambiamento di vita così radicale. Un bacio a tutte le mamme!

      • Ceraunavodka
        Rispondi Ceraunavodka 27 ottobre 2016 alle 15:39

        Esatto, e soprattutto ricordarsi che non si è solo genitori, ma anche coppia.

  • Rispondi Mammapiky 27 maggio 2016 alle 7:09

    ….capiti giusto al momento giusto con questo post…

  • Rispondi Daniela 27 maggio 2016 alle 11:53

    Io e mio marito a tavola, cena finita, nanetta di 2 anni e mezzo guarda Peppa o Masha sul tablet dopo aver mangiato e noi ci illudiamo di avere un paio di episodi (10/14 minuti a seconda della scelta di palinsesto) per chiacchierare e invece no!!! “Mamma, basta parlare, silenzio!!!” Ma sei alta 88 cm, ma cosa vuoi?!?!?

    • Ceraunavodka
      Rispondi Ceraunavodka 27 maggio 2016 alle 16:15

      Eheh, hai proprio ragione, 88 cm e vogliono anche avere diritti!

  • Rispondi Mamma Avvocato 30 maggio 2016 alle 16:41

    Come si dice da solo mio figlio: “Oo sono il piccolo di casa. Quindi sono il capo”. Ho detto tutto.

  • Rispondi Val 7 febbraio 2017 alle 14:34

    Quanta verità tutta insieme, anche troppa, aspetta che ne tolgo un po’. Coraggio, siamo sulla stessa barca in questo mare tempestoso, si naviga a vista e gli scogli sono dappertutto, ma quando torna il sereno, che panorama bellissimo vero? 🙂

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