Pit parla da un anno circa. Fa lunghi discorsi articolati. Elabora risposte adeguate. Pone le domande giuste, un po’ ripetitive per carità, ma sempre pertinenti.Non si spaventa davanti le nuove parole e anzi esprime concetti originali con un certo orgoglio.
Pit fa tutto questo, ma lo fa senza erre.
“Peffavoleee mamma” mi dice a mani giunte quando ormai le ha provate tutte per ottenere qualcosa.
“Per favore Pit, si dice P-E-R-F-A-V-O-R-E, con la errrrre” lo correggo io.
“Peffavoleee, peffavole, elllllllle“.
“E dov’è finita la erre?”
“È scompassa“.
“No, non è scomparsa: è che non l’hai mai avuta“.
“E peccché?”
“Perché sei ancora piccolo per la erre. Devi crescere ancora un po’ e poi la troverai“.
“Io no voglio la elle, mamma. Io voglio essele piccolo“.
A pensarci bene nemmeno io voglio un figlio con la erre. Me lo tengo con elle e andrà benissimo così.
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2 Commenti
Poi gli succede quello che è successo a me, che di erre ne ho fin troppa. Anche se forse ne ho sempre avuta troppa di erre, io…
direi che è uno scenario possibilissimo…